In piena crisi di maggioranza il sindaco di Terni Stefano Bandecchi provoca le opposizioni, che si stanno muovendo tra firme da raccogliere dal notaio e mozione di sfiducia da presentare in aula. Da una parte l’iniziativa del centrodestra delle firme raccolte dal notaio PEr le dimissioni di consiglieri e la decadenza del Consiglio comunale con l’adesione dal centrosinistra del Movimento 5 Stelle ma non del Pd. Dall’altra la mozione di sfiducia che i Dem, insieme ai pentastellati, stanno mettendo a punto. Ma tra una cosa e l’altra, nessuna delle due cose, al momento, sembra essere arrivata ad avere i numeri che servono per far cadere il sindaco.
Numeri non sufficienti
E così, il primo cittadino diffonde un video sui suoi canali social e illustra i numeri delle adesioni. Numeri che, stando a quanto lo stesso Bandecchi dice, non ci sono. “La sfiducia verso Bandecchi – dice il sindaco di Terni nel suo video – è arrivata a 14. Vuol dire che sappiamo che sono in 14 a pensare che io debba andare a casa. Questo significa anche, però, che sono in 19 a pensare che io, invece, debba restare dove sono“. Dunque, stando così le cose, non ci sarebbero effetti.
Il Ministero rimborsa i soldi per ‘105 in the citi’
Ma Stefano Bandecchi aggiunge di più e lancia un’altra frecciata alle opposizioni, annunciando che il Ministero delle finanze è pronto a rimborsare l’amministrazione comunale per il concerto di piazzale Bosco legato alla riqualificazione del borgo di Cesi con i fondi del Pnrr: “Il ministero ci ha rimborsato i soldi per quel concerto. Questo, nonostante tutti gli interventi delle opposizioni in maniera coesa. Avevano tentato di bloccare quell’evento e abbiamo dovuto trovare 350 mila euro per fare il concerto con Rete105. Ora ce li rimborsano“. Per poi chiosare: “La figura di m… è sempre più concreta: ci hanno rimborsato i soldi di quel concerto e io non andrò a casa“.
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