Acquasparta riscopre il codice micologico di Federico Cesi tra scienza e storia

L’8 e il 9 novembre 2026 Palazzo Cesi ospiterà una mostra dedicata agli studi sui funghi del fondatore dell’Accademia dei Lincei. Previsto anche un convegno scientifico con studiosi ed esperti di micologia.

Mostra micologica in Umbria

Acquasparta torna al centro della storia della ricerca naturalistica italiana con un’iniziativa dedicata a Federico Cesi, il nobile e studioso umbro che nel 1603 fondò a Roma l’Accademia dei Lincei. L’8 e il 9 novembre 2026, gli spazi di Palazzo Cesi ospiteranno un appuntamento culturale e scientifico volto a valorizzare un patrimonio di straordinario interesse: le antiche raffigurazioni dei funghi attribuite al fondatore della prestigiosa istituzione accademica.

L’iniziativa, promossa da A.MI. Umbria, il Coordinamento delle associazioni micologiche dell’Umbria, in collaborazione con il Comune di Acquasparta, intende riportare l’attenzione su una parte significativa dell’attività scientifica di Cesi, mettendo in relazione le sue osservazioni naturalistiche con le conoscenze della micologia contemporanea.

Una mostra a Palazzo Cesi tra antichi acquerelli e funghi del territorio

Il programma prevede una mostra espositiva nelle giornate di domenica 8 e lunedì 9 novembre, durante la quale saranno presentate alcune tavole del codice micologico di Federico Cesi, affiancate da esemplari di funghi autunnali provenienti dal territorio umbro.

L’esposizione permetterà di confrontare le rappresentazioni realizzate nei secoli passati con le specie presenti negli ambienti naturali della regione, offrendo un percorso di approfondimento tra botanica, storia e biodiversità.

Particolare attenzione sarà riservata al coinvolgimento delle nuove generazioni. Lunedì 9 novembre la mostra sarà aperta alle visite delle scuole, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti allo studio dei funghi e alla conoscenza di una figura fondamentale per lo sviluppo della ricerca scientifica.

Accanto agli esemplari esposti troveranno spazio ulteriori riproduzioni delle tavole attribuite a Cesi, caratterizzate da una notevole accuratezza nella rappresentazione delle forme e delle caratteristiche dei funghi.

Il tema scelto per l’esposizione, “Studio dei funghi dell’Umbria insieme a Federico Cesi e all’Accademia dei Lincei”, sottolinea il collegamento tra le osservazioni del passato e le attività di ricerca attuali.

Il patrimonio scientifico di Federico Cesi e la nascita dell’Accademia dei Lincei

Originario di una famiglia legata ad Acquasparta, Federico Cesi fu tra i protagonisti della rivoluzione scientifica del Seicento. Nel 1603 fondò l’Accademia dei Lincei insieme a Francesco Stelluti, originario di Fabriano, Anastasio de Filiis, di Terni, e al naturalista danese Jan van Heeck.

L’istituzione nacque con l’intento di promuovere lo studio della natura attraverso l’osservazione e la ricerca, contribuendo alla diffusione di nuovi metodi di indagine scientifica.

Tra i suoi componenti figurò anche Galileo Galilei, entrato nell’Accademia nel 1611. Il rapporto tra Cesi e Galileo rappresentò uno dei momenti più significativi della storia dei Lincei, anche per il sostegno alla concezione copernicana dell’universo.

L’attività dell’Accademia non si limitò all’astronomia. Un ruolo importante fu riservato allo studio delle piante, alla classificazione delle specie e all’approfondimento delle conoscenze naturalistiche.

In questo contesto si colloca il lavoro di Federico Cesi, che dedicò particolare attenzione alla botanica e progettò anche un’enciclopedia destinata a raccogliere le conoscenze sul mondo vegetale.

Il codice micologico e la riscoperta di tre preziosi volumi

Una delle testimonianze più interessanti dell’attività naturalistica di Cesi è rappresentata da tre volumi contenenti acquerelli dedicati ai funghi, riscoperti alla fine del Novecento e attribuiti allo studioso dalla storica della botanica Andrea Ubrizsy Savoia.

Il valore di queste opere emerse anche durante il convegno organizzato ad Acquasparta nel 2003, in occasione del quattrocentesimo anniversario della fondazione dell’Accademia dei Lincei.

Un ulteriore contributo alla conoscenza del materiale arrivò nel 2005, con la pubblicazione dei volumi The Paper Museum of Cassiano dal Pozzo, Fungi 1-3, realizzata dalla Royal Library con il patrocinio dell’Accademia dei Lincei.

Gli studiosi Pegler e Freedberg, impegnati nell’analisi e nel commento dell’opera, approfondirono l’identificazione delle specie raffigurate e il significato delle annotazioni manoscritte presenti nelle tavole.

Questi documenti costituiscono una testimonianza preziosa della conoscenza dei funghi nel Seicento, anche per i riferimenti geografici e per le particolarità linguistiche utilizzate da Federico Cesi nelle descrizioni.

La loro valorizzazione permette oggi di approfondire non soltanto la storia della micologia, ma anche il rapporto tra ricerca scientifica e territorio umbro.

Un convegno scientifico con esperti e accademici

Accanto alla mostra, il progetto comprende l’organizzazione di un convegno scientifico dedicato al valore storico e attuale del codice micologico, con la partecipazione di studiosi di tassonomia, botanica e storia delle scienze.

L’appuntamento, previsto in collaborazione con l’Accademia dei Lincei e la Regione Umbria, intende approfondire il contributo delle antiche tavole alla comprensione e alla classificazione dei funghi, anche alla luce delle conoscenze scientifiche del XXI secolo.

La micologia rappresenta infatti un settore di ricerca che interessa numerosi ambiti, dalla tutela ambientale alle applicazioni alimentari, fino alla medicina e alle biotecnologie.

Tra i relatori annunciati figurano Carlo Doglioni, vicepresidente dell’Accademia dei Lincei, Paola Bonfante, professoressa emerita dell’Università di Torino ed esperta delle relazioni simbiotiche tra funghi e piante, e Francesco Salamini, accademico dei Lincei e studioso di biotecnologie.

Il programma comprende inoltre gli interventi di Andrea Ubrizsy Savoia, Aldo Vizzini dell’Università di Torino, Barbara Di Gennaro Splendore, Claudia Perini dell’Università di Siena e Anna Angelini dell’Università degli Studi di Perugia.

Per il mondo associativo micologico umbro sono annunciati Maurizio Tafini, Andrea Arcangeli, direttore scientifico di A.MI. Umbria, e Giorgio Materozzi, presidente del Gruppo Micologico Ternano.

Il comunicato di presentazione non indica una data e un orario specifici per lo svolgimento del convegno.

Le associazioni micologiche umbre unite per valorizzare il territorio

L’organizzazione dell’iniziativa coinvolge una rete di associazioni attive nella conoscenza e nella valorizzazione del patrimonio micologico regionale.

Fanno parte del coordinamento A.MI. Umbria il Gruppo Micologico Ternano, il Circolo Micologico Naturalistico Perugino, il Gruppo Micologico Valle Spoletana, l’Associazione Micologica Eugubina, il Gruppo Micologico Naturalistico Folignate e il Gruppo Micologico Gualdese La Torrinaia.

La collaborazione tra queste realtà punta a rafforzare la divulgazione scientifica e la conoscenza della biodiversità umbra, valorizzando al tempo stesso l’eredità culturale di Federico Cesi.

L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio dell’Accademia Nazionale dei Lincei, dell’Università degli Studi di Perugia, proprietaria di Palazzo Cesi, della Regione Umbria, dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, delle Province di Terni e Perugia e del Comune di Acquasparta.

Tra gli enti patrocinatori figurano anche il Laboratorio di Scienze Sperimentali O.D.V. di Foligno e l’Accademia delle Scienze dell’Umbria.

L’organizzazione è curata da A.MI. Umbria insieme al Comune di Acquasparta e alla Cooperativa Acqua, che gestisce la struttura destinata a ospitare le manifestazioni.

Acquasparta rinnova il legame con la sua storia scientifica

La scelta di Palazzo Cesi come sede dell’iniziativa assume un particolare significato per il territorio. Il complesso rappresenta infatti uno dei luoghi simbolo della memoria storica della famiglia del fondatore dei Lincei.

Attraverso l’esposizione delle tavole micologiche e il confronto tra studiosi, Acquasparta torna a valorizzare il proprio ruolo nella storia della scienza italiana, offrendo un’occasione di incontro tra ricerca accademica, associazionismo e mondo della scuola.

MANIFESTO CON ACQUA

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