Una partecipazione così massiccia ai lavori del Consiglio comunale di Terni non si vedeva da anni. La seduta dell 12 febbraio è stata molto partecipata proprio per via dell’importanza della situazione, viste le dimissioni presentate da Bandecchi.
È stato necessario fare un salto indietro fino alla consiliatura Di Girolamo per riscontrare un coinvolgimento così significativo dei cittadini durante una seduta assembleare. Decine di persone hanno infatti presenziato alla riunione del consesso, tenutasi nel corso della mattinata di ieri – lunedì 12 febbraio -, particolarmente sentita per via delle dimissioni presentate da Stefano Bandecchi.
Durante la seduta, come è noto, l’aula è stata evacuata. I rappresentanti del Movimento Cinque Stelle locale hanno commentato l’evento definendo la situazione una “commedia bandecchiana” che ha assunto toni farseschi quando i cittadini sono stati allontanati dal consiglio comunale. È stato evidenziato l’utilizzo dei vigili urbani per sorvegliare le porte di Palazzo Spada, impedendo l’accesso a chiunque. I pentastellati hanno sottolineato che negli anni passati non sono mancate contestazioni aspre da parte dei cittadini verso le varie amministrazioni comunali, con presidi, proteste, grida, cartelli e occupazioni. Tuttavia, nessun cittadino era mai stato considerato un ospite durante le sedute del consiglio comunale, come accaduto in questa occasione.
“Piuttosto i predecessori di Bandecchi mettevano la faccia- scrivono i grillini- garantendo il diritto dei ternani di assistere alle sedute del consiglio comunale. Quello che è successo oggi rappresenta quindi un precedente gravissimo, segno di grande debolezza e assenza di attributi del sindaco. Dietro le offese e le minacce, Bandecchi probabilmente nasconde solo una grande insicurezza e incapacità di reggere il contraddittorio.
Solo Bandecchi e i suoi sodali hanno paura del popolo, forse iniziano a comprendere che sono sempre di più i cittadini stanchi di assistere ai loro giochetti e alle loro forzature istituzionali a scapito di una città che rischia di tornare di nuovo in dissesto. Non si vedono né progetti né investitori e le uniche cose portate avanti sono possibili grazie ai fondi reperiti dal governo Conte tramite Pnrr”
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