Nell’ ospedale di Amelia, i pazienti che necessitano di trattamenti di dialisi stanno affrontando una sfida inattesa: la mancanza di riscaldamento nelle sale dove si svolgono le sedute. Un residente sessantenne di Narni, che da tre anni si reca regolarmente, quattro volte a settimana, all’ospedale per la dialisi, ha portato alla luce questo problema. L’uomo, che soffre di diverse patologie gravi, inclusa l’insufficienza renale, cardiopatia e problemi respiratori, descrive la difficoltà di sopportare il freddo durante le lunghe sessioni di trattamento. “Siamo in gruppi di undici persone per turno,” dice, “e l’esperienza del freddo si intensifica a causa della circolazione del sangue nel macchinario per la dialisi, aggravata dal fatto che i termosifoni sono spenti.”
Il paziente esprime il disagio di dover rimanere immobili per ore, con indumenti minimi, mentre la temperatura corporea diminuisce a causa del trattamento. Sottolinea l’ironia della situazione: i termosifoni vengono accesi solo dopo che i pazienti hanno lasciato l’ospedale, alle 18:00. Quest’anno, la situazione è peggiorata a causa della mancanza di personale infermieristico, costringendo alcuni pazienti a recarsi in altri ospedali per la dialisi. In passato, i riscaldamenti erano attivi in un orario più ampio, dalle 7:00 alle 19:00, coprendo così l’orario di frequenza dei pazienti in terapia.
Di fronte a questa difficoltà, i pazienti fanno appello al direttore sanitario dell’ospedale di Amelia e al direttore generale della Usl 2, chiedendo un intervento urgente per risolvere questo problema che pesa significativamente sulla loro già difficile routine terapeutica.
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