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Sull’inceneritore è scontro politico: “La Regione chiarisca”

Dopo i fumi usciti dall'impianto di via Ratini, Paparelli (Pd) chiama in causa l'assessore: "Dica che non rilascerà autorizzazioni"

Il dibattito sulla questione dell’inceneritore a Terni continua a suscitare forti reazioni e interrogativi, in particolare dopo i fumi visti uscire dal biodigestore Bioter, a cui è seguita l’ordinanza di stop del Comune. Recenti sviluppi hanno portato Fabio Paparelli, esponente del Partito Democratico, a sollecitare un intervento chiarificatore da parte dell’assessore all’Ambiente di Palazzo Donini, Roberto Morroni.

Paparelli ha espressamente richiesto a Morroni di confermare che Terni non sarà esposta a rischi ambientali e che la Regione non concederà autorizzazioni per il riavvio di alcun impianto di incenerimento nella città, in linea con le normative e le autorizzazioni vigenti. “Siamo pronti a sostenere chiunque, dalle amministrazioni alle associazioni e comitati, che si opponga a incrementare l’inquinamento nell’area di Terni”, ha dichiarato Paparelli.

L’esponente del PD ha inoltre sottolineato la ferma posizione della Regione contro eventuali modifiche alle autorizzazioni esistenti, anche in relazione al nuovo piano rifiuti. Paparelli ha concluso ribadendo l’opposizione del partito a qualsiasi tentativo di riattivazione degli impianti.

Intanto, la situazione si è intensificata a seguito di un acceso scambio sui social media, che ha visto il M5S esprimere solidarietà a Thomas De Luca, consigliere regionale del movimento, per gli insulti ricevuti dal vicesindaco di Terni, Riccardo Corridore. Il Movimento 5 Stelle ha definito gli insulti come “violentissimi e inaccettabili”, sottolineando che questi attacchi personali sono al di fuori di qualsiasi accettabile confronto politico.

I pentastellati hanno poi osservato che le loro denunce sulla possibile riattivazione del secondo inceneritore sono state inizialmente ignorate dalla giunta comunale, che ha successivamente emesso un’ordinanza di chiusura dell’impianto solo dopo la pressione pubblica. Hanno criticato la giunta per la confusione e la mancanza di controllo sugli sviluppi ambientali nella città, sottolineando le contraddizioni nella posizione del sindaco Bandecchi riguardo agli inceneritori e termovalorizzatori.

Il M5S ha inoltre messo in evidenza la paradossalità della situazione, in cui un’ordinanza di chiusura dell’impianto si è resa necessaria nonostante il loro allarme fosse stato inizialmente etichettato come sciacallaggio. Hanno rilevato che, nonostante la distinzione fatta dal sindaco tra inceneritori e termovalorizzatori, l’impianto in questione sarebbe un termovalorizzatore con recupero energetico, secondo la terminologia utilizzata dal sindaco stesso.

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