Terni Tomorrow
Accedi
Cerca
Close this search box.

L’Umbria che affonda: stipendi bassi e pochi investimenti in personale e innovazione

Lo studio di Agenzia Umbria ricerche evidenzia come prosegua il declino economico della Regione. La nota della Cgil: "Situazione drammatica, serve vertenza"

ll mercato del lavoro umbro ha mostrato segnali positivi nei primi nove mesi del 2023, con un aumento degli occupati superiore alla media nazionale. Tuttavia, l’ultimo studio dell’Agenzia Umbria Ricerche (Aur) curato da Elisabetta Tondini evidenzia una realtà meno rosea: in Umbria i salari dei dipendenti privati sono inferiori rispetto alla media italiana. Questa discrepanza salariale non è una novità, ma una caratteristica storica e strutturale della regione.

L’analisi di Aur sottolinea che molteplici fattori influenzano i salari: qualifica, tipo di contratto, durata del lavoro, genere, età, anzianità contributiva, settore di appartenenza e specializzazione, oltre a elementi ambientali legati a management e organizzazione del lavoro. In termini numerici, nel 2022, la retribuzione media annuale dei lavoratori privati extra-agricoli in Umbria era di 22.222 euro, contro i 22.839 euro a livello nazionale. Anche il divario di genere è evidente: le donne umbre guadagnano meno sia rispetto agli uomini umbri che alle donne italiane. Ma il gap territoriale Umbria/Italia è più marcato tra i lavoratori maschili.

Questo divario salariale non sembra ridursi nel tempo. Un confronto tra il 2022 e il 2019 indica una leggera diminuzione del gender pay gap in Umbria, ma un aumento del divario salariale rispetto alla media nazionale per entrambi i generi. La causa principale sembra essere la minore capacità delle imprese locali di generare valore aggiunto, legata a una produttività inferiore.

Tondini mette in evidenza come la regione soffra di una penalizzazione salariale, attribuibile a vari fattori legati alla sua storia e sviluppo economico. In particolare, sottolinea la scarsa inclinazione a investire nel capitale umano e le debolezze economiche e finanziarie di una parte significativa del tessuto imprenditoriale locale. Questo segmento, caratterizzato da una minore capitalizzazione e innovazione, si traduce in una produttività e profittabilità inferiori, oltre a una qualità gestionale e manageriale limitata.

Tondini pone l’accento sull’importanza dell’investimento nella qualità manageriale come fattore chiave per aumentare la produttività. Un altro elemento rilevante, secondo l’analisi, è l’assenza in Umbria di un grande agglomerato urbano, il quale potrebbe agire da catalizzatore per numerosi processi economici e di sviluppo. Questa mancanza si traduce in una minor capacità di attrarre investimenti e talenti e in un rallentamento della crescita economica della regione.

Le dure critiche della Cgil

Maria Rita Paggio, segretaria generale della Cgil dell’Umbria, commentando lo studio di Aur, ha evidenziato: “Uno studio che ci restituisce un quadro di drammatico impoverimento di lavoratori e, ancor più, lavoratrici della nostra regione”. Secondo Paggio, il gap salariale è dovuto a scelte imprenditoriali e politiche che non valorizzano adeguatamente il lavoro. Ha sottolineato che, nonostante i profitti aziendali, i salari rimangono bassi e vengono erosi dall’inflazione.

Paggio ha criticato la mancanza di attenzione alle politiche salariali a livello regionale e ha sottolineato la necessità di indirizzare le risorse pubbliche verso imprese che investono in lavoro di qualità. “Serve una grande vertenza per aumentare i salari nel Paese e ancora di più in Umbria”, ha concluso Paggio, ritenendo questa battaglia essenziale non solo per giustizia sociale, ma anche per la sopravvivenza economica della regione.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Dura nota dell'esponente meloniana in vista dell'arrivo in città dello spettacolo: "La Giunta ignora gli...
In manette un ventisettenne di origine albanese. I suo clienti acquistavano quantitativi massicci di cocaina...
I controlli che hanno coinvolto 530.000 utenti delle linee urbane ed extraurbane, hanno evidenziato una...

Altre notizie

Terni Tomorrow