L’ex ministro Speranza: “Inaccettabile dover scegliere fra mangiare e curarsi” (VIDEO)

L'esponente dem a Terni per promuovere il suo libero "Perchè guariremo": "Se il diritto alla cura è diversa a secondo della regione in cui vivi non c'è più unità nazionale". Presenti alcuni no vax

Sala dell’Orologio del Caos gremita la sera del 18 marzo per il secondo giro di presentazione in Umbria di “Perchè guariremo”, il libro dell’ex ministro della salute Roberto Speranza. All’incontro, moderato da Vanna Ugolini de Il Messaggero, hanno preso parte David Lazzari, presidente nazionale dell’ordine degli psicologi, Marina Sereni, responsabile sanità del Pd e Alessandro Rossi, presidente della società italiana di medicina generale, con i saluti del segretario provinciale del Pd Pierluigi Spinelli.

Piccola contestazione con un gruppetto di no vax presenti sul fondo della sala che hanno cercato di “indottrinare” i presenti riguardo al loro punto di vista sui vaccini. Pochi e sparuti, rispetto al presidio rumoroso che ha caratterizzato invece la presentazione pomeridiana a Perugia.

Per il ministro della Salute durante l’emergenza Covid, quella legata al virus “è una lezione fortissima che credo sia arrivata a ciascuno di noi. Alla fine emergerà che bisogna investire di più sul servizio sanitario nazionale. Per questo dico che guariremo. Credo che questo sia il punto veramente decisivo – ha detto Speranza a Tomorrow- e quegli anni così duri non possono scivolare via lasciandoci esattamente come eravamo prima”.

“Purtroppo invece le risorse si riducono, ma io credo che le persone se ne accorgeranno e spingeranno la politica ad investire. Questo durante la pandemia è avvenuto, ora si sta tornando indietro. La sanità sta tornando una cenerentola e non va bene. Se stai male non deve contare quanti soldi hai, è un tuo diritto ad essere curati. L’autonomia differenziata ora rischia di spaccare il Paese, porterà ad una disuguaglianza: se il diritto alla cura è diversa a secondo della regione in cui vivi non c’è più unità nazionale. Ci opporremo a questo disegno di legge scellerato.  Inacettabile che bisogna scegliere se mangiare e curarsi. Bisogna costruire una rete politica su questa: durante la pandemia avevamo superato il 7 percento del Pil, oggi si sta scendendo di nuovo sotto il livello pre-Covid. Dobbiamo invertire il trend”.

Riguardo alla Commissione d’inchiesta sul Covid, all’ex ministro “sembra più uno strumento di polemica politica”. “Non si spiega ad esempio – ha proseguito – perché non ci sono le Regioni. E’ più uno strumento per fare male politicamente agli avversari. Non mi sembra sinceramente uno strumento degno di un grande Paese”

Redazione

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