La città di Terni si prepara ad accogliere, per la quarta volta consecutiva, ’Umbria Jazz Weekend, un appuntamento ormai atteso e consolidato nel panorama culturale locale. Dal 12 al 15 settembre, il festival offrirà quattro giorni intensi di musica con ben 53 eventi distribuiti tra diverse location della città, coinvolgendo 12 band e circa 90 musicisti. L’evento include anche esibizioni di una marching band che attraverserà le vie del centro, aggiungendo un tocco di vivacità alle strade della città.
Durante la conferenza stampa di presentazione, l’assessore alla Cultura Michela Bordoni ha ribadito l’impegno del Comune nel sostenere l’evento: “Mai faremo mancare il supporto a Umbria Jazz, ma vogliamo che Terni sviluppi sempre più una propria identità all’interno del festival». Un desiderio condiviso anche dal direttore artistico Carlo Pagnotta, che ha sottolineato l’importanza di non considerare Terni come un “parente povero” rispetto a Perugia, città che storicamente ha ospitato la manifestazione. Terni deve recuperare il tempo perso e affermarsi con forza nel circuito di Umbria Jazz, anche se le risorse disponibili sono limitate rispetto ad altri territori.
L’assessore Bordoni ha inoltre evidenziato che la questione non riguarda solo i fondi – Terni ha accesso a un budget pari al 50% di quello di Orvieto – ma anche le scelte logistiche e di location. In quest’ottica, Piediluco è stato finalmente inserito tra le sedi degli eventi, una decisione fortemente voluta dall’assessore stessa. Il presidente della Fondazione Carit, Luigi Carlini, ha ribadito l’importanza di sviluppare un’identità propria per il festival di Terni, un tema centrale nel variegato mondo del jazz. Pur riconoscendo che forse non si potrà tornare ai fasti di Villalago, Carlini ha sottolineato la necessità di mantenere alta l’ambizione, anche nei contenuti artistici.
Tra le location per gli eventi dell’edizione 2024, oltre al palco in piazza della Repubblica, anche i bar Pazzaglia e Rendex Vous, il Baravai, il B Side e il Bon Ton, Molo 21 e CLT Durante la conferenza stampa è stata inoltre presentata l’immagine ufficiale dell’edizione, firmata dall’artista Borozan. L’assessore regionale Paola Agabiti, che ha giocato un ruolo fondamentale nel riportare la kermesse a Terni, ha ricevuto i ringraziamenti della Fondazione UJ per il suo impegno. L’evento si chiude con un saluto e un augurio per l’edizione successiva, segnando un ulteriore passo verso la definizione dell’identità di Umbria Jazz Weekend a Terni.
Il format e gli eventi
Tra le proposte internazionali spiccano due artisti africani che promettono di portare sonorità uniche e coinvolgenti: Bombino, chitarrista touareg, esponente del “desert rock”, che unisce l’amore per la chitarra elettrica con le tradizioni musicali del suo popolo, e Les Amazones d’Afrique, un collettivo tutto al femminile fondato in Mali, attivo da quasi vent’anni, che rappresenta una delle realtà più singolari e influenti della musica africana contemporanea.
La black music avrà il suo spazio con artisti di grande calibro. Il blues sarà rappresentato dal celebre Alabama Mike, uno dei più acclamati bluesman della West Coast, mentre la voce calda e avvolgente di Michelle Davis offrirà al pubblico ternano un’esclusiva esibizione di soul, portando una ventata di emozioni dal profondo degli Stati Uniti.
Per gli amanti del jazz, il quartetto guidato dal grande chitarrista Peter Bernstein, con la partecipazione speciale del sassofonista Piero Odorici, rappresenterà uno dei momenti più attesi del festival. Un’altra punta di diamante del cartellone sarà il recital di piano solo di Danilo Rea, uno dei musicisti italiani più amati, che incanterà il pubblico con la sua maestria. Nico Gori, virtuoso del clarinetto, guiderà una swing band che promette di far rivivere le atmosfere del jazz classico.
Il festival non dimentica le radici americane, reinterpretate da talenti italiani. È il caso di Sam Paglia, con il suo Hammond che ricrea atmosfere vintage, e dei Lovesick, un trio bolognese profondamente influenzato dal country, dal rock’n’roll e dallo swing degli anni ’40 e ’50, che saprà coinvolgere il pubblico con la sua energia.
Lorenzo Hengeller, con il suo stile leggero e ironico, offrirà un intrattenimento raffinato, tipicamente napoletano, mentre i Funk Off, una delle street band più scatenate e amate dal pubblico di Umbria Jazz, torneranno a far ballare la città con la loro esplosiva energia. Quest’anno, saranno accompagnati da ospiti speciali come Gianluca Petrella, trombonista di fama internazionale, e la soul singer Nadyne Rush.
Infine, il quintetto Scannapieco-Geremia, vincitore dell’ultimo Conad Jazz Contest, avrà l’onore di esibirsi sui palchi di Umbria Jazz, uno dei premi riservati ai vincitori del concorso, offrendo una performance che certamente catturerà l’attenzione degli appassionati di jazz.
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L’evento fa ridere….