Bandecchi: diamante o criptonite per il centrodestra ternano? M5S attacca, imbarazzo nel Pd

FdI annulla la conferenza stampa e va a protestare dai vertici romani. Imbarazzo dentro Lega e Fi. Il Pd, che "spinse" su Bandecchi al ballottaggio, è in difficoltà. Pococacio (M5S): "Elettori di centrodestra ternani umiliati, serve altro"

Regna il silenzio in casa centro-destra dopo la conferma – arrivata anche Bandecchi – dell’accordo siglato a livello nazionale fra Alternativa Popolare e appunto la maggioranza di governo, sia in Italia che in Regione. Bandecchi sui social se la ride ma la questione in realtà è molto più complessa.

Fratelli d’Italia, che aveva in programma per stamattina una conferenza stampa indetta per parlare d’altro, ha annullato l’appuntamento per uscire dall’imbarazzo delle sicure domande dei cronisti ma anche perché la questione cambia di molto le carte in tavola a Palazzo Spada.  Cecconi e le sue truppe sono quelli che hanno più forte insistito su alcune questioni tecniche, forti di cinque anni del precedente governo cittadino e dunque – al di là del giudizio sull’operato di Latini – sicuramente con le idee ben chiare sul funzionamento di questo e quello.

Si dice che i meloniani di Terni siano andati nella giornata di ieri a protestare, carte alla mano (nella fattispecie gli articoli dei giornali e dei siti) con Giovanni Donzelli, il coordinatore nazionale di FdI. E di sicuro, avranno mostrato alla dirigenza anche i tantissimi commenti negativi che l’operazione sta ricevendo sul territorio proprio dagli elettori di centrodestra, per nulla convinti di avere Bandecchi in coalizione. Non a caso ieri, confermando l’alleanza, l’imprenditore livornese ha tirato proprio una stoccata: “Diciamo che questa intesa vale per tutta l’Italia meno che per Terni, dove non credo che il centrodestra attuale entrerà in coalizione con Ap.”

Dentro la Lega c’è ancora più silenzio perché il motore dell’operazione, oltrechè il presidente di Ap Paolo Alli, sarebbe l’onorevole Riccardo Augusto Marchetti, segretario regionale del Carroccio. Sono in molti però fra i militanti a ricordare cosa è successo alle comunali a Città di Castello due anni fa, quando proprio le grandi manovre leghiste si conclusero con un ballottaggio tutto a sinistra e il ritorno del Pd sulla poltrona di sindaco del comune tifernate.  Per non parlare di Forza Italia, con il consigliere Ferranti grande protagonista in questi giorni della battaglia sul pass Ztl del sindaco Corridore. Il fatto che poi tutto questo sia avvenuto sull’asse Roma-Perugia, volutamente ignorando le dinamiche di Terni e dunque le conseguenze, ha lasciato ancora più interdetto (eufemismo) il centrodestra ternano.

Non che dentro Ap le cose vadano tanto meglio, sia chiaro. Primo perché solo domenica scorsa, chiudendo la festa del partito, Bandecchi aveva svolto 40 minuti di sermone contro Tesei, ribadendo che ci sarebbe stato un accordo solo con un passo indietro della presidente. Ma naturalmente, conoscendo il sindaco di Terni, la vera domanda è: cosa avrà ottenuto in cambio di un potenziale 2 percento su scala regionale (che potrebbe servire in una gara tirata come probabilmente sarà quella di Novembre)? Che ne sarà della candidatura di Corridore capolista di Ap? E di quella annunciata in pompa magna dell’assessore Altamura? Che ne saranno dei “comunisti” (parole di Bandecchi) che sono in Giunta (uno ben noto, almeno tre con trascorsi) e dentro Palazzo Spada?

Perché il punto vero è che Ap, con le percentuali attuali rischia di eleggere al massimo un consigliere solo se la Tesei dovesse vincere. Dunque potrebbe essere più conveniente non presentare nemmeno la lista e magari infilare qualcuno nei suoi in una civica, dove potrebbero esserci più chances anche in caso di sconfitta.

A proposito di civiche. Sul fronte centrosinistra Stefania Proietti ha ribadito all’assemblea delle autonomie locali, che intende avere un listone civico, frammentando le forze il meno possibile. Soprattutto adesso che c’è l’occasione di andare a prendere quei voti moderati di sinistra che magari avevano votato Bandecchi e non se la sentono di virare a destra. Ma anche di quelli di centrodestra  che avevano sperato fino all’ultimo davvero in un passo indietro di Tesei, ma per far spazio a Romizi.

Chi dovrebbe fare un esame di coscienza è però il Pd e in particolare qualcuno dentro al Pd, che in tempi non così lontani, fece saltare accordi già fatti solo per la vanagloria, precludendo così ad un’alleanza antesignana del campo largo di potersela giocare al primo turno. E poi ha completato l’opera invitando a votare Bandecchi “per non far vincere la destra”.

Parla  il M5S, con una nota firmata da Valentina Pococacio, già consigliera comunale e candidata alle regionali. La grillina parla di centrodestra che “umilia gli elettori accordandosi con Bandecchi” e di accordo preso “senza alcun rispetto con l’unico obiettivo di provarle tutte pur di non perdere il potere. Persino coalizzarsi con chi, fino a ieri, disprezzavano pubblicamente (…) È davvero paradossale che la destra umbra, che a Terni non fa altro che prendere le distanze da Bandecchi, ora lo accolga a braccia aperte solo per la paura di perdere. Un accordo che si basa sulla convenienza reciproca, non certo su una visione politica condivisa o su principi comuni. Potremmo dire che si tratta di un patto tra gente che, di fatto, si sputa addosso (…) La nostra regione è ormai in balia dei giochi di potere del governo centrale, un governo che non ha una visione concreta per il nostro territorio e che non si preoccupa nemmeno di ascoltare le esigenze e la voce dei propri rappresentanti sulla scena della politica regionale. Gli umbri meritano di più di queste dinamiche romane calate dall’alto, che nulla hanno a che vedere con le reali necessità della nostra terra”.

Chissà invece cosa ne sarà di Renzi e dei renziani, che stanno perdendo pezzi dopo la svolta a sinistra: da un lato deve fare i conti con i molti dirigenti che si sono dimessi per seguire Marattin e Orizzonti Liberali. Dall’altro, deve fronteggiare il muro grillino, che in molte parti d’Italia – per ora non in Umbria – vorrebbe impedire l’ingresso dei renziani nel campo largo.

Redazione

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