Il mercato immobiliare umbro registra un aumento dei prezzi per le nuove abitazioni ad alta efficienza energetica, sostenuto da una domanda crescente che supera l’offerta, accompagnata da un incremento dei costi di produzione. Al contrario, si osserva una lieve diminuzione dei prezzi per le abitazioni usate.
Secondo la Borsa Immobiliare dell’Umbria, organo della Camera di Commercio, l’andamento dei prezzi degli immobili nel secondo trimestre del 2024 mostra una chiara tendenza all’aumento per le nuove abitazioni, in particolare quelle con elevate prestazioni energetiche. Il rapporto, che monitora i mercati di 36 comuni della regione, evidenzia una crescita dei prezzi per queste abitazioni, sia nelle aree centrali che periferiche, mentre gli immobili usati segnano un leggero calo.
Nel dettaglio, le case nuove ad alta efficienza energetica hanno visto un incremento significativo, con un aumento del 14,3 percento nei prezzi minimi e del 4,4 percento in quelli massimi nelle aree semicentrali. Questo ha portato i prezzi a una forbice di 2.000-2.400 euro al metro quadro nel secondo trimestre del 2024, rispetto ai 1.750-2.300 euro dello stesso periodo del 2023. Anche in periferia si registrano aumenti, con una crescita dell’8,9 percento nei prezzi minimi e del 4,8 percento nei massimi, arrivando a 1.550-2.100 euro al metro quadro.
In controtendenza, le abitazioni da ristrutturare presentano cali notevoli, in particolare a Terni, dove i prezzi massimi sono diminuiti dell’11,1 percento nel centro storico, del 12,5 in semicentro e dell’8,3 in periferia. Anche i prezzi dei negozi a Terni sono in flessione, con un calo del 7,4 nel centro storico. Al contrario, si registra stabilità per gli uffici e i negozi in altre aree, inclusa Perugia.
Per il Superbonus soltanto in Umbria – il dato è della Cgia di Mestre si sono spesi due miliardi e trecento milioni di euro, sui 123 miliardi totali, per rendere più efficiente appena il 4,7 per cento delle abitazioni del territorio: in media, in Italia, è andata anche peggio. Ad avvantaggiarsi del provvedimento sono state per lo più le famiglie benestanti, proprietarie di immobili, a volte seconde case, con buona o elevata capacità di reddito.
In parallelo all’andamento dei prezzi di vendita, anche i canoni di affitto sono in aumento, in particolare nelle aree centrali. A Terni, ad esempio, affittare un appartamento di quattro vani nel centro storico è diventato più costoso di circa 50 euro al mese rispetto all’anno precedente. Se nel secondo trimestre del 2023 il canone variava tra 400 e 500 euro al mese, nel 2024 la forbice si è spostata a 400-550 euro. Aumenti simili si riscontrano anche nelle zone semicentrali, dove l’affitto minimo è passato da 350 a 400 euro al mese. In periferia, tuttavia, i canoni di affitto restano stabili.
La domanda di abitazioni nuove, soprattutto quelle caratterizzate da elevata efficienza energetica, continua a crescere, ma l’offerta rimane limitata. L’aumento dei costi di costruzione, dovuto a vari fattori economici, ha contribuito a far lievitare i prezzi di vendita delle nuove case. Al contrario, per quanto riguarda il mercato degli immobili usati, si nota un lieve calo sia della domanda che dell’offerta, con una conseguente modesta riduzione dei prezzi.
Il mercato immobiliare dell’Umbria è dunque caratterizzato da una forte polarizzazione: da un lato, un segmento di abitazioni nuove con prezzi in aumento, soprattutto per quelle ad alta efficienza energetica; dall’altro, un mercato degli immobili usati più statico, con leggeri ribassi. Anche i canoni di affitto sono in crescita, spinti dalla maggiore domanda, soprattutto nelle aree centrali, mentre restano stabili nelle zone periferiche.
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Il popolo merita
Anche a Terni vogliono farci morire di fame, fra affitto, luce, acqua , gas , tasse , MEDICINALI, rimane così poco per poter mangiare ed altre necessità …dove arriveremo e COME ci arriveremo 😡😡😡😡