Paolo Conti è stato riconfermato segretario della Fnp Cisl della provincia di Terni al termine del congresso tenutosi all’Hotel Garden. Insieme a lui confermati anche Carla Leonardi e Santino Bonifazi.
Un congresso partecipato, che ha evidenziato le tante questioni aperte sul ternano: “Abbiamo una popolazione over 65 che supera il 30 percento, tanti giovani che se ne vanno ed è per questo che la città invecchia molto rapidamente. Diventano quindi cruciali alcuni punti come la necessità di una sanità che garantisca cure adeguate, ma anche un percorso che aiuti gli anziani ad affrontare la digitalizzazione. Molti servizi stanno scomparendo così come li conoscevamo, penso alle banche, alle poste: noi lavoriamo in questo senso, in tutti i comuni del territorio”.

Nella sua relazione, Conti ha centrato l’obiettivo su questi temi ma anche su quelli propri della Cisl: “La partecipazione – ha detto – deve essere la stella polare. Dobbiamo ripartire dal basso, per costruire responsabilità, partecipazione, solidarietà, linfe vitali della democrazia. Dobbiamo favorire fenomeni partecipativi dal basso per dare voce e corpo alle idee, alle esigenze e ai bisogni dei territori”.
Nessuno deve rimanere indietro. Conti ha ribadito il concetto sottolineando la necessità di accompagnare gli anziani ai cambiamenti della società anche con corsi di formazione per l’uso delle nuove tecnologie: “La dimensione umana e sociale non va mai trascurata anche nel mondo digitale”, sottolinea. In questo senso, guardando anche all’intelligenza artificiale, Conti sottolinea come Fnp Cisl “fa proprio l’impegno di adoperarsi per aiutare a superare la paursa del cambiamento, creando le condizioni per una partecipazione attiva, contrastando lo spopolamento”.
Poi c’è il problema, ribadito anche dal segretario regionale Luigi Fabiani – che è intervenuto insieme a quello regionale della Cisl Angelo Manzotti e al segretario Cisl di Terni Riccardo Marcelli – di una solitudine crescente degli anziani: “Le famiglie mononucleari sono composte nel ternano maggiormente da donne ultrasessantacinquenni, questo acuisce il problema”. E chiama le istituzioni: “Queste persone vulnerabili e fragili non possono essere lasciate sole, non ci sono cittadini di serie A e altri di serie B”
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