FEGE, il ricordo di Beha e Tortora e la guerra delle news: “Raccontare la verità dei fatti è la sfida”

Seconda giornata dell'evento organizzato da Sauro Pellerucci e Piero Muscari al PalaSì presenze importanti del giornalismo italiano e sala gremita oltre ogni ordine di posti. Oggi appuntamento con Massimo Giletti e Davide Giacalone

Rosamaria Aquino, giornalista di Report, Piero Marrazzo ed Aldo Cazzullo hanno caratterizzato la seconda giornata del FEGE- Festival dell’editoria e del giornalismo emergente in corso al PalaSì a Terni.

Mattinata intensa, con una lectio-magistralis dell’ex giornalista de TG2 e già presidente della Regione Lazio sul tema “Storia senza eroi”, tratto dal suo libro omonimo che racconta la sua storia umana, personale e politica e che a seguire ha guidato il laboratorio con gli studenti sul tema “Libertà di Stampa e legalità”, insieme a Sandro Raimondi, procuratore di Trento.

Con gli studenti è risuonata l’eco di un’altra storia umana e politica, quella di Enzo Tortora, “Dove eravamo rimasti?” era l’incipit con cui  tornò in tv con Portobello dopo la vicenda giudiziaria che lo vide assolto ma dopo l’iniziale condanna ed è lo stesso che ha usato Marazzo per rivolgersi ad una platea di giovani studenti che la storia di Tortora, vittima delle “cattive notizie” in massima parte non la conoscevano. Particolarmente intensa, in tema leaglità anche la testimonianza del procuratore trentino, capace di coinvolgere gli studenti su un argomento forte e sempre attuale come quello della legalità. “Bello vedere che i giovani vogliono conoscere vicende come quelle di Tortora – ha sottolineato Sauro Pellerucci, presidente del FEGE e dell’associazione Io sono una persona per Bene e founder di Paginesì- perchè ci sono situazioni che rischiano di appiattirsi e scomparire se nessuno ne parla”

Premio FEGE e Oliviero Beha

Rosamaria Aquino, giornalista di Report è stata la seconda insignita del premio FEGE: “Noi abbiamo una grande responsabilità, perchè siamo servizio pubblico. Siamo un programma sotto osservazione, da chi ci vuole bene e chi invece si sente colpito. Per cui il nostro compito è raccontare le cose come stanno, non possiamo sbagliare, ci sono persone da non deludere”. La vicenda personale che l’ha vista coinvolta – accusata di un atto terroristico da cui poi è risultata innocente ed assolta – l’hanno forgiata e trasformata nella giornalista d’inchiesta che oggi è una delle firme di punta del programma di Rai 3: “Ancora oggi quello che mi muove è il sacro fuoco – spiega  Aquino – Noi costruiamo con le nostre fonti un rapporto di fiducia: chi ci dà le notizie sa che non la sveleremo mai e che verificheremo e approfondiremo fino in fondo”.

Il primo premio Oliviero Beha, consegnato dalle mani della figlia Germana, è andato ad Aldo Cazzullo del Corriere della Sera. Da lui è arrivato il ricordo di Beha “persona spigolosa, non compiacente, il contrario dei giornalisti asserviti: pagò l’inchiesta su Italia-Camerun, perchè con quel mondiale il Paese voleva voltare pagina mentre lui aveva scoperchiato il lato nero”. Anche lui ha poi ricordato Tortora: “Gli è capitato quello che sappiamo perchè aveva successo ed era antipatico, perchè colto e le persone che sanno le cose stanno antipatiche agli altri, In Italia l’ignoranza è considerata un valore. Il problema non è l’ignoranza, è compiacersi di esserlo. Tortora fu lasciato solo, affrontare una vicenda giudiziaria da innocente”.

Secondo premio Beha per Marrazzo, che ha ripercorso la vicenda personale raccontata nel libro: “Titolare su un presidente di Regione che viene trovato con una prostituta fa notizia, che i Carabinieri sono stati condannati a 37 anni non fa notizia, o lo fa solo se trovi la chiave per raccontarla. Non ho mai subito un processo nè avuto un avviso di garanzia, nè per corruzione, nè per peculato. Ero stato oggetto di un tentativo di ricatto: la questione per il cronista allora avrebbe dovuto essere ‘Vai a vedere cosa ha firmato Marrazzo’. Invece nessuno ha fatto nulla di questo, contava il titolo. Maschio, bianco, eterossessuale, privilegiato: questo ho tradito. Non conta se non avevo commesso reati. Il mio errore è stato aver tradito mia moglie, averla lasciata sola. Di cosa bisogna vergognarsi? Dell’orientamento sessuale? Io devo vergognarmi se ho fatto reati e non ne ho fatti. Mi sono dimesso perchè è venuto meno il rapporto di fiducia, per non minare il rapporto di fiducia con le istituzioni”

Il talk show

A seguire il talk show “La guerra delle news”. Dice Cazzullo:  “C’è empre stata la propaganda, solo che  adesso è più facile, dice Cazzullo. La Russia lo fa in modo sistematico cercando di influire nelle elezioni, lo ha fatto con Trump, hanno fatto una campagna contro Mattarella perplessità gialloverde, lo hanno fatto in Italia, gli hacker russi sono intervenuti più volte. Oggi il vero sovranismo è europeo se andiamo uno ad uno da Putin perdiamo. L’Ucraina è stata aggredita perhcè vuole stare con noi, Putin non vuole la democrazia, gli oppositori li manda sotto terra come avvenuto alla Politkovskaya; Erdogan li manda in galera come fa Imamoglu, Biden ha sbagliato a puntare sulla fine di Putin,  certo che bisogna arrivare ad un compromesso, che però non può essere la spartizione dell’Ucraina”.

Aggiunge Aquino: “Coi con Report abbiamo provato non a metterci in competizione con chi fa racconto quotidiano della guerra, alcuni addirittura su instragram, noi abbiamo provato a scavare e mettere in fila i puntini”. Marrazzo, che dopo la sua vicenda è ripartito come corrispondente Rai da Gerusalemme sottolinea: “Non potevo accettare, stando lì non potevo non andare a Beirut, ad Amman, in Siria. Un giornalista che vuole mantenere la credibilità deve andare sul posto, altrimenti la prima vittima della guerra è la verità”. Con un monito finale: “Oggi le fonti da cui attingere notizie sono tante, va distinta la fonte: l’intepretazione vera, quella che permettere di distinguere può darla soltanto il giornalista”

La Terza Giornata

Oggi si replica con  Massimo Giletti  che sarà protagonista di un talk esclusivo al PalaSì!, dove riceverà il Premio Oliviero Beha. Il giornalista televisivo sarà al centro di un pomeriggio dedicato al giornalismo d’inchiesta, cuore pulsante di questa edizione del festival. Mattinata con la lectio magistralis Colpevoli e vincenti” a cura di Davide Giacalone, direttore editoriale de La Ragione (ore 9.30). Dalle 17.30 il talk “La narrazione del paese” con Aldo Cazzullo, Massimo Giletti, Piero Marrazzo e Davide GIacalone

 

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