Il Comitato civico “Noi Amiamo Ferentillo” ha dato mandato all’avvocato Valeria Passeri per avviare un’azione legale contro la realizzazione della Cabina Primaria di Trasformazione Enel a Ferentillo. Una scelta maturata, secondo i promotori, “nell’interesse dei cittadini aderenti e a tutela dell’ambiente, della sicurezza idraulica e del diritto alla partecipazione democratica”. Tempo fa gli stessi cittadini si erano riuniti in assemblea contro questa realizzazione e si erano visti bocciare dal Comune la mozione per bloccare l’opera.
L’iniziativa prevede una richiesta formale alle autorità competenti per la verifica della legittimità delle autorizzazioni concesse (o eventualmente mancanti) relative all’opera. In caso di irregolarità, il Comitato chiede l’immediata sospensione dei lavori. Il documento legale è stato inviato a una lunga serie di enti, tra cui la Regione Umbria – Direzione Governo del Territorio e Ambiente, il Comune di Ferentillo, l’Ente Parco Fluviale del Nera, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria, oltre alla Procura della Corte dei Conti e al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Secondo il Comitato, la nuova Cabina Primaria sorgerà in un’area particolarmente sensibile dal punto di vista ambientale, alle porte del Parco Fluviale del Nera e a pochi chilometri da uno dei simboli naturalistici dell’Umbria, la Cascata delle Marmore.
“Chiediamo un approfondito esame da parte degli enti preposti riguardo la realizzazione di questa Cabina Primaria di Trasformazione”, affermano i promotori dell’azione legale. L’opera – sostengono – comporterebbe la cementificazione di una delle aree più verdi e incontaminate della Valnerina, minacciando così il paesaggio, l’ecosistema e le prerogative di tutela dell’area protetta.
Il Comitato intende così sollevare un dibattito pubblico, chiedendo trasparenza sui procedimenti autorizzativi e sulle valutazioni di impatto ambientale, oltre che una maggiore apertura alla partecipazione democratica dei cittadini, finora, secondo loro, trascurata.
L’iniziativa solleva diversi interrogativi, tra cui: la coerenza urbanistica e ambientale del progetto rispetto agli strumenti di pianificazione territoriale; la sicurezza idraulica dell’area, considerata soggetta a vincoli e criticità; la mancata condivisione pubblica dell’intervento, che – a detta dei cittadini – non sarebbe stato preceduto da una fase di confronto con la comunità locale.
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