Orvieto isolata dalle rotte e treni stracolmi: ancora problemi per i pendolari della provincia

Depotenziamento InterCity sulla direttrice Roma-Firenze e vagoni sovraffollati: l'intesa Umbria-Lazio finisce per penalizzare i viaggiatori del Ternano, dell'orvietano e del Folignate

Nonostante le continue rassicurazioni da parte di Regione e Comuni, il servizio ferroviario in Umbria, in particolare sulla cruciale linea Roma-Firenze, sta subendo un inesorabile e lento depotenziamento. L’ultima tegola è caduta su Orvieto: due InterCity essenziali per i collegamenti con il Nord Italia (l’IC 588 e il 584) diretti a Bologna, Padova, Venezia e Trieste sono stati “spostati” sulla linea interna e adriatica con nuovi percorsi via Terni, Foligno, Perugia e Ancona.

Per gli orvietani e i turisti, raggiungere il Nord diventa un’impresa sempre più ardua. Ad esempio, per arrivare a Venezia da Orvieto, è ora necessario un viaggio tortuoso che parte con un Regionale Veloce per Orte, dove si cerca la coincidenza con l’IC 588, trasformando la tratta in un’odissea di quasi 10 ore (dalle 8.57 alle 19:12).

La domanda che emerge è amara: a cosa serve la deroga ottenuta per il transito in Linea Veloce a 200 km/h, se gli InterCity continuano a sparire dagli orari di Orvieto? L’attesa per i nuovi convogli regionali annunciati alla Expo Ferroviaria 2025 non lenisce le preoccupazioni, specialmente se la direttrice Terontola-Fabro-Orvieto-Attigliano dovesse essere esclusa dai nuovi collegamenti.

Pendolari come sardine sui vagoni: l’accordo Umbria-Lazio sotto accusa

Parallelamente ai tagli per Orvieto, i pendolari del Ternano, dello Spoletino e del Folignate vivono quotidianamente il dramma dei “treni sardina” nel tragitto da e per Roma. La causa è un’intesa in vigore dal 22 settembre tra le Regioni Umbria e Lazio.

Per alleviare il disagio dei pendolari laziali, il Regionale Veloce Roma Termini – Foligno) delle 17 ora ferma anche a Orte. Questo ha avuto l’effetto di “cannibalizzare” il successivo Roma-Firenze via Orvieto delle 17.20, consentendo ai laziali di guadagnare 20 minuti. Il risultato, però, è un sovraffollamento inaccettabile, documentato dai pendolari con foto: già a Tiburtina, il treno si riempie a tal punto che si viaggia in piedi fino a Orte, e spesso anche oltre. Si stima che l’accordo abbia riversato sul 4514 circa 150-180 persone in più, superando la capienza del convoglio.

Disagi simili si registrano anche in direzione Roma, dove la limitazione a Orte del treno 4102 da parte della Regione Toscana costringe i passeggeri provenienti da Orvieto ad aspettare il Regionale Veloce 4153 da Ancona che, arrivando già pieno, crea l’effetto di “un treno pieno di persone che sale su un treno pieno di persone.”

I pendolari e i viaggiatori chiedono urgentemente alle istituzioni e a Trenitalia una revisione immediata delle tabelle orarie e delle scelte che continuano a penalizzare la direttrice Roma-Firenze e i servizi per l’Umbria.

Redazione

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