“Il cantiere a Monte Romano, sulla Terni-Civitavecchia, è stato ufficialmente aperto, ma si tratta solo di un deposito di materiali. I lavori veri e propri non sono ancora partiti”. A lanciare l’allarme è Enrico Melasecche, consigliere regionale della Lega e capogruppo del partito a Palazzo Cesaroni, che torna a parlare della SS 675 Umbro-Laziale, infrastruttura cruciale per collegare l’Umbria al porto di Civitavecchia e quindi al Tirreno.
“La Giunta Tesei – sottolinea Melasecche – ha sempre seguito con attenzione il progetto, consapevole della sua importanza strategica per lo sviluppo dell’Umbria”. L’esponente leghista ha ricordato il proprio impegno diretto negli anni passati, quando ricopriva l’incarico di assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, partecipando a numerosi incontri istituzionali tra Viterbo, Tarquinia e Monte Romano, oltre a sopralluoghi tecnici per la definizione del tracciato dell’ultimo stralcio fino al porto.
L’opera è considerata di vitale importanza non solo per le Acciaierie di Terni, ma anche per le industrie meccaniche e olearie di Spoleto, oltre che per il comparto turistico. “Il collegamento con Civitavecchia rappresenta una leva di sviluppo per il turismo crocieristico, che potrebbe finalmente raggiungere siti unici come la Cascata delle Marmore e il centro dell’Umbria”, ha spiegato il consigliere.
Un’altra questione urgente riguarda la tenuta strutturale dei viadotti lungo la tratta, già oggetto di interventi da parte di ANAS. Melasecche segnala: “Ho chiesto il consolidamento dei viadotti per garantire i trasporti eccezionali dell’Arvedi-AST, che coinvolgono circa 300 lavoratori e movimentano manufatti in acciaio di grandi dimensioni. Senza questi interventi, c’è il rischio concreto che questa importante attività industriale debba chiudere”.
Attualmente sono in corso i lavori per la sostituzione degli impalcati in cemento di tre viadotti, ritenuti non più conformi, con strutture in acciaio di nuova generazione, ma secondo Melasecche “è necessario accelerare anche gli studi sugli altri viadotti esistenti per garantire la piena sicurezza e capacità di carico”.
Preoccupante, secondo il consigliere, è il ritardo nell’avvio effettivo dei lavori dopo l’assegnazione dell’appalto avvenuta oltre un anno fa. “Abbiamo presentato un’interrogazione all’assessore De Rebotti per capire quali siano le ragioni di questo slittamento del cronoprogramma”, ha dichiarato, chiedendo chiarezza sulle tempistiche e maggiore trasparenza sugli ostacoli che stanno rallentando l’iter.
Melasecche chiude con una nota polemica: “È amaro constatare che mentre in altre regioni progetti di questo livello avanzano in modo spedito, in Umbria molte opere strategiche si sono arenate”. Il riferimento va anche ad altre infrastrutture come il Nodo di Perugia, la stazione Medio Etruria per l’alta velocità, la stazione ferroviaria dell’aeroporto e il termovalorizzatore.
“Se questa è la nuova politica che avanza – conclude – vedremo tra un anno quanto l’Umbria sarà costretta ad arretrare nelle classifiche nazionali. Serve un cambio di passo immediato”.
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