Anche Alleanza Verdi Sinistra interviene sulla vicenda della crisi in consiglio comunale a San Gemini, rafforzando la posizione dell’opposizione e chiedendo le dimissioni del sindaco Luciano Clementella.
Casus belli ovviamente la vicenda della mancata riscossione Imu che ha portato alle dimissioni di una degli assessori e l’uscita dalla maggioranza di un consigliere, entrambe della Lega come il sindaco.
“Altro che fake news: i fatti sono chiari, documentati e gravissimi.” Con queste parole, Gianfranco Mascia e Francesca Cancellieri, esponenti di Europa Verde Umbria e Sangemini per Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), commentano duramente le dichiarazioni del Sindaco di Sangemini, accusato di tentare una difesa goffa e tardiva a oltre un mese dall’emergere della vicenda della mancata riscossione dell’IMU del 2015 da parte di familiari a lui affini.
Secondo AVS, l’uscita della Lega dalla maggioranza e la crescente spaccatura interna alla giunta dimostrano quanto sia profonda la crisi politica in atto. La polemica ruota intorno al mancato pagamento dell’IMU da parte di alcuni soggetti vicini al Sindaco, un’omissione protratta per nove anni, senza che il Comune abbia agito con la necessaria tempestività e rigore.
Gli atti ufficiali, richiamati da AVS, mostrano il coinvolgimento diretto del Primo cittadino:
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Delibera n. 151, in cui il Sindaco era presente e ha partecipato alla decisione di verificare la possibilità di presentare ricorso;
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Delibera n. 155, con cui è stato conferito un incarico a un tributarista per avviare un ricorso di secondo grado, giudicato da subito “pretestuoso e irrealizzabile”.
“Il Sindaco non può dirsi estraneo ai fatti: ha firmato e deliberato,” affermano Mascia e Cancellieri, aggiungendo che “la giunta appare allo sbando, con un assessore che ha chiesto chiarimenti formali, denunciando di essere stato tenuto all’oscuro.” Una situazione che si traduce, secondo AVS, in uno scontro interno che coinvolge esecutivo, opposizione, tecnici e perfino il segretario comunale.
Nel mirino c’è anche la linea difensiva adottata dal Primo cittadino, accusato di voler trasformare una questione di trasparenza amministrativa in una battaglia personale. “Gridare alla ‘macchina del fango’ e alle ‘fake news’ è un tentativo maldestro di spostare l’attenzione dalla sostanza dei fatti,” sottolineano i portavoce di AVS.
Il punto critico sollevato è la presunta “discrezionalità” nel decidere se costituirsi o meno in giudizio per il recupero crediti. Una posizione che, secondo Mascia e Cancellieri, “trasmette un messaggio devastante ai cittadini onesti: quello che le tasse si possano anche non pagare, nella speranza che il Comune non agisca.”
Un concetto che contrasta apertamente con quanto stabilito dall’articolo 66 del Codice di Procedura Civile, che obbliga l’ente a tutelare i propri interessi, senza possibilità di scelta in base a rapporti di parentela o convenienza politica.
Infine, AVS ricorda al Sindaco il ruolo dell’opposizione, che non è quello di ostacolare per partito preso, ma di vigilare sulla legalità e la correttezza dell’azione amministrativa: “Quando l’opposizione scopre fatti di questa gravità, non è un nemico: sta facendo il proprio dovere”.
Alla luce di quanto emerso, Alleanza Verdi e Sinistra chiede formalmente al Sindaco le scuse pubbliche e le dimissioni, definendo la gestione dell’intera vicenda inadeguata sotto il profilo politico, amministrativo ed etico.
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