Libri per costruire uomini migliori: “Presto una rete bibliotecaria per i detenuti”

L'iniziativa è stata annunciata dalla Regione nell'ambito della presentazione del volume di Donatella Stasio "L’amore in gabbia. La ricerca della libertà di un reduce dal carcere" che ha aperto UmbriaLibri a Terni.

Presentazione Libro su relazioni in carcere

Una platea ristretta- in tutti i sensi – ma attenta. Carta e penna come una volta (anche per noi cronisti!) e due temi che si incrociano: l’amore e la lettura. UmbriaLibri 2025 a Terni si è aperto con un evento insolito: la presentazione all’interno del teatro del carcere di Vocabolo Sabbione del libro di Donatella Stasio “L’amore in gabbia. La ricerca della libertà di un reduce dal carcere”.

Temi che si incrociano si diceva, perchè il libro è incentrato sull’affettività: c’è molto di Terni, primo istituto di pena in Italia a realizzare una stanza ad essa dedicato e il protagonista del libro è un detenuto – Gianluca il suo nome – che ha accettato di raccontare all’autrice (scrittrice, giornalista, già responsabile comunicazione della Corte Costituzionale) il suo percorso di sofferenza e rinascita, visto che oggi, scontata la sua pena, è diventato un piccolo imprenditore.

“Quello che abbiamo voluto mettere al centro del libro – ha spiegato Stasio al magistrato di sorveglianza del tribunale di spoleto Fabio Gianfilippi che moderava l’incontro – è stata la desertificazione dell’affettività, una componente molto forte della vita in carcere che la recente sentenza della Corte Costituzionale da cui è nata la stanza nel carcere di Terni ha spezzato. Gianluca ha voluto mettersi in gioco, raccontarsi: il suo è stato un atto di coraggio ma anche di cura, contro il vuoto che crea il carcere una volta che sei fuori se dentro non si creano le condizioni per ripartire”.

I detenuti in platea – una ventina circa – sono parte di un progetto più ampio che ha visto il libro analizzato e sviscerato nell’ambito del percorso scolastico che alcuni stanno svolgendo all’interno dell’istituto di pena: “Il racconto – ha spiegato la docente Claudia Cianca, che ha lavorato con i detenuti – è un atto di cura perchè il carcere finisce per essere afflittivo piuttosto che “curativo” e gli effetti poi si vedono dopo. Con i detenuti abbiamo lavorato su questo libro e loro stessi sono stati coraggiosi ad intervenire con storie, poesie, racconti”.

Alcuni dei detenuti sono poi intervenuti portando le loro esperienze.

Presentazione Libro su relazioni in carcere
Presentazione Libro su relazioni in carcere

Le sfide del carcere, non solo a Terni

Gianfilippi, nel presentare il libro e il coinvolgimento della casa circondariale (“bisognerebbe parlare più spesso con questo termine, piuttosto che carcere”, ha spiegato),  ha sottolineato come la stanza dell’affettività sia apprezzata dai detenuti che la chiamano “la casetta”, proprio perchè riproduce l’ambiente domestico: “CI sarebbe molto più bisogno di percorsi detentivi personali, perchè ognuno è diverso, così come ogni carcere è differente – spiega – ma purtroppo il sistema carcerario vive una stagione molto difficile fra sovraffollamento, desertificazione affettiva e carenza di personale”. Al nuovo procuratore Liberato Guerriero la sfida non facile di risolvere la questione, con interventi che non siano tampone ma strutturali, dopo quattro anni di gestione toscana che hanno devastato le carceri umbre e Terni in particolare, ma intanto la Regione prova a fare la sua parte. Proprio nei giorni scorsi, l’assessore al welfare Fabio Barcaioli, incontrando i direttori degli istituti di pena ha illustrato i nuovi progetti per il reinserimento dei detenuti e Terni è il primo step.

Libri e quotidiani: il progetto di Regione Umbria

L’incontro – al quale ha preso parte in rappresentanza della Regione Umbria il consigliere regionale del Pd – Francesco Filipponi  ha avuto infatti un prologo nell’introduzione di un progetto che se funzionerà potrebbe in un certo senso cambiare alcune dinamiche all’interno del carcere e che vede proprio i libri come protagonisti. Olimpia Bartolucci, di Regione Umbria ha spiegato: “Quello che vorremmo fare è creare una rete che possa consentire ai detenuti degli istituti di pena di usufruire dei libri dell’intero sistema bibliotecario regionale. Puntiamo entro un anno a firmare un protocollo d’intesa con i quattro penitenziari proprio a questo scopo: qui in carcere la biblioteca è prevista per legge e  quindi c’è, ma vorremmo che ciascuno potesse scegliere, toccandolo con mano il libro che preferisce, nella lingua che vuole. Per i bambini c”è già un servizio multilingue, puntiamo ad estenderlo a tutti i detenuti. Non solo: vorremmo anche mettere a disposizione gratuitamente i quotidiani: in carcere è possibile comprarli ma noi vorremmo provare a fornire gratuitamente un servizio offline.

La cultura dietro  le sbarre per costruire uomini migliori, per quando usciranno fuori: “Noi dobbiamo essere pronti ad accogliere queste persone, rompere i pregiudizi nei loro confronti”, dice Bartolucci. “Il libro – conclude Gianfilippi – regala frammenti di libertà dove non c’è. I pensieri che si trovano in un libro possono restare e guidare per la vita”. Alle 17 replica dell’evento – ovviamente senza i detenuti – in BCT.

Redazione

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