La parte superiore rifatta con i finanziamenti di Fondazione Carit, Diocesi e Cei, per la parte sotto è invece tutto ancora da vedere. E’ la storia di un ‘campanile a metà‘ che è a Collescipoli. Il campanile della chiesa di santa Maria Maggiore. La torre, che sovrasta Porta Sabina, all’estremità più alta del borgo, è stato interessato dall’avvio di un programma di restauro che per la parte alta ha visto lo stanziamento di risorse. Per la parte bassa, però, si aspetta il Comune. Ma ancora, come conferma anche l’associazione L’Asrtrolabio, non si sa nulla al riguardo.
L’attesa
Il restauro della parte alta è stato avviato nel 2025, su progetto dell’architetto Paolo Leonelli, finanziato per l’appunto dalla Fondazione Carit, dalla Conferenza episcopale italiana e la diocesi di Terni, Narni e Amelia. Interessato dall’intervento anche il quadrante dell’orologio della torre stessa. Nella parte più bassa, però, si è ancora in attesa. “Quella – dicono dall’associazione L’Astrolabio – è proprio la parte di competenza comunale, ma non sarà fatta“. Anche sulla situazione del campanile di Santa Maria Maggiore, l’associazione stessa torna a punzecchiare l’amministrazione di palazzo Spada, accusata di immobilismo nei confronti del borgo collescipolano. Intanto, si attende di capire quale destino avrà la parte bassa del campanile in restauro, affinché non resti un campanile rifatto solo a metà.
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