La sostenibilità nella moda è stata uno dei temi centrali della serata inaugurale del 9 aprile al TIC Festival 2026 di Terni, ospitata al Politeama di Terni. Protagonista dell’incontro Matteo Ward che, insieme a Lorenzo Barone, ha guidato una riflessione sul rapporto tra industria tessile, ambiente e società. Docente universitario, CEO di WRÅD e autore del documentario JUNK e del libro Fuorimoda, Ward analizza da anni le dinamiche del settore fashion. Durante il suo intervento ha evidenziato come l’attuale sistema produttivo richieda una revisione profonda, sempre più condizionato da logiche di velocità e consumo, spesso a discapito dell’equilibrio ambientale e sociale.
Fast fashion e impatto ambientale: un modello da ripensare
Il nodo centrale del dibattito portato avanti da Matteo Ward riguarda proprio il sistema del fast fashion, basato su produzione accelerata, prezzi contenuti e continuo rinnovo delle collezioni. Un modello che ha reso la moda accessibile, ma che comporta conseguenze rilevanti sul piano ambientale e sociale. L’industria tessile è oggi tra le più impattanti, con un elevato consumo di risorse naturali, emissioni e produzione di rifiuti. Ward ha sottolineato come sia necessario superare la logica dell’usa e getta, promuovendo un approccio più consapevole. La moda, in questa prospettiva, torna a essere non solo prodotto, ma espressione culturale e responsabilità collettiva.
Il percorso di Matteo Ward: dalla moda tradizionale a un impegno per il cambiamento
Nel suo intervento, Matteo Ward ha ripercorso la propria esperienza professionale, segnata da una scelta significativa: lasciare il fast fashion per intraprendere un percorso diverso. Una decisione maturata di fronte alla consapevolezza delle criticità del sistema. Alla base del suo lavoro oggi c’è un impegno concreto nella divulgazione e nella costruzione di alternative sostenibili, rivolto sia ai consumatori sia ai professionisti del settore. L’obiettivo è restituire al fashion design un ruolo attivo nella tutela dell’ambiente e nella valorizzazione della diversità, dimostrando che una moda responsabile non è una nicchia, ma una necessità condivisa.
Social e sostenibilità: il ruolo di influencer e creator
Nel contesto evidenziato da Matteo Ward, emerge con forza anche il ruolo dei social media. Le piattaforme digitali rappresentano oggi uno strumento decisivo nella diffusione di modelli di consumo. Per questo, influencer e creator possono diventare veicoli fondamentali di informazione e sensibilizzazione. Il loro impatto è significativo: possono contribuire a promuovere una moda più consapevole oppure alimentare dinamiche legate al consumo rapido. Da qui la necessità di un utilizzo responsabile dei social, capace di trasmettere messaggi corretti e orientati al cambiamento. Una sfida culturale che riguarda l’intera società e che passa, sempre più, dalla qualità della comunicazione.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.