Un latitante internazionale ricercato per crimini di guerra commessi nell’ex Jugoslavia è stato arrestato dalla Polizia di Stato italiana al porto di Civitavecchia, nella città metropolitana di Roma. Si tratta di Milan Babic, cittadino croato di 58 anni, ex militare con un passato da paramilitare, rintracciato mentre prestava servizio come addetto alla sicurezza a bordo di una nave da crociera. L’uomo era nel mirino delle forze dell’ordine di tutto il mondo da tempo, inserito nelle liste dei latitanti internazionali più ricercati.
L’operazione sotto copertura al porto di Civitavecchia
Il fermo è stato il risultato di un’operazione investigativa condotta dagli specialisti della Polizia di Frontiera, che per avvicinarsi all’obiettivo senza destare sospetti hanno adottato una tattica sotto copertura: gli agenti si sono finti comuni passeggeri della nave, riuscendo così a individuare e bloccare il 58enne prima che potesse rendersi conto di essere sotto osservazione. Una procedura che testimonia il livello di preparazione e coordinamento impiegato per portare a termine il blitz.
Babic, che sfruttava l’anonimato offerto dal contesto lavorativo marittimo internazionale, non aveva evidentemente previsto che le autorità italiane lo stessero monitorando proprio a bordo di quel natante ormeggiato nel porto laziale.
Dal porto di Civitavecchia al carcere di Terni
Dopo il fermo a Civitavecchia, come riportato dall’agenzia LaPresse, il criminale di guerra croato è stato trasferito e rinchiuso nel carcere di vocabolo Sabbione, struttura penitenziaria situata a Terni, in Umbria. Il trasferimento è avvenuto in condizioni di massima sicurezza, considerate la pericolosità del soggetto e la gravità delle accuse a suo carico.
Il fascicolo relativo all’arresto di Milan Babic è già stato inviato alla Corte d’Appello di Roma, l’autorità giudiziaria competente a valutare e deliberare sull’istanza di estradizione. Sarà dunque la magistratura italiana a stabilire i tempi e le modalità del trasferimento dell’imputato verso il Paese richiedente.
I crimini di guerra nell’ex Jugoslavia
Milan Babic — un nome anagrafico estremamente comune nella penisola balcanica — è accusato di crimini di guerra risalenti al periodo dei conflitti nell’ex Jugoslavia, una delle pagine più buie della storia europea del secondo Novecento. I procedimenti penali internazionali legati a quei conflitti hanno coinvolto nel corso degli anni numerosi imputati, molti dei quali hanno a lungo eluso la cattura spostandosi da un Paese all’altro e assumendo identità o professioni di copertura.
Il caso di Babic rientra in questo schema: il 58enne aveva trovato un impiego nel settore privato della sicurezza marittima, un ambito che garantisce mobilità internazionale continua e rende più complesso il tracciamento da parte delle autorità. Nonostante ciò, la rete di cooperazione internazionale tra le forze di polizia ha consentito di localizzarlo e procedere all’arresto sul suolo italiano.
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