Giovedì 14 maggio 2025, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) di Roma, si è tenuto l’atteso incontro istituzionale sulla vertenza Sangraf Srl, lo stabilimento di Narni (Terni) produttore di grafite la cui situazione di crisi si trascina da mesi senza soluzioni concrete. Al tavolo, convocato con urgenza su richiesta congiunta di istituzioni e sindacati, si sono confrontati rappresentanti ministeriali, enti territoriali umbri e le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, in presenza dei vertici aziendali della sede italiana. L’esito ha sancito una frattura netta tra le parti: da un lato le rassicurazioni della proprietà, dall’altro una realtà operativa descritta da sindacati e istituzioni come in rapido declino.
Un incontro che divide: azienda e sindacati su posizioni opposte
La riunione si è aperta con la presentazione, da parte della direzione aziendale, di una relazione che Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno definito “non solo del tutto insufficiente, ma anche totalmente scollegata dalla realtà operativa”. Al centro delle critiche, l’ennesima data di ripartenza della produzione ipotizzata dall’azienda, subordinata a una serie di condizioni e variabili che, secondo i sindacati, non offrono alcuna garanzia concreta.
Le organizzazioni sindacali hanno denunciato con forza il declino strutturale dello stabilimento narnese, sottolineando come la situazione reale dei reparti contraddica apertamente le rassicurazioni espresse dalla proprietà. “Non ci sono impegni formali che confermino la volontà del gruppo di investire nella ripresa produttiva”, hanno dichiarato i rappresentanti di categoria, aggiungendo che “dopo i continui rinvii, la credibilità della dirigenza è oggi purtroppo pari a zero”.
Il ruolo del Mimit: perplessità e richiesta di trasparenza
Un elemento di rilievo emerso dall’incontro riguarda la posizione assunta dallo stesso Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il funzionario ministeriale dottor Losego, preso atto della “enorme divergenza” tra le dichiarazioni aziendali e quanto rappresentato da sindacati e istituzioni locali, ha espresso forti perplessità sul mancato riavvio della produzione. A rafforzare tali dubbi, il dato relativo al mercato di riferimento italiano — le acciaierie — che nel periodo di fermo della Sangraf ha continuato a operare regolarmente.
Il Mimit ha richiesto alla proprietà “un’interlocuzione più corretta e trasparente”, fissando un aggiornamento tassativo entro il mese di giugno. Nel frattempo, il Ministero si è impegnato a svolgere incontri diretti con l’azienda, pretendendo la presenza della casa madre estera, al fine di approfondire le reali intenzioni industriali del gruppo e verificare l’esistenza di un piano credibile per la ripresa.
Le istituzioni umbre: tutela occupazionale e strategicità nazionale
Al tavolo romano erano presenti, con ruolo attivo, l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Francesco De Rebotti, il Presidente della Provincia di Terni Stefano Bandecchi con il Capo di Gabinetto Raffaello Federighi, e il Sindaco di Narni Lorenzo Lucarelli. I rappresentanti istituzionali umbri hanno ribadito con forza che qualsiasi percorso futuro dovrà necessariamente passare attraverso la tutela dei livelli occupazionali, nel frattempo già ridotti a causa di un esodo di lavoratori che, di fronte al clima di incertezza, hanno cercato collocazione altrove.
Le istituzioni hanno inoltre espresso “profondo apprezzamento” per la disponibilità del Mimit nel convocare tempestivamente il tavolo, sottolineando come il coinvolgimento diretto del Ministero rappresenti “un segnale di grande autorevolezza” nella gestione della vertenza con il gruppo industriale straniero.
Sangraf, sito strategico a rischio: la posta in gioco
La Sangraf Srl di Narni è considerata un sito di rilevanza strategica sia a livello nazionale che europeo, in quanto produttore di grafite, materiale cruciale per l’industria siderurgica e per la transizione energetica. La perdita di questo polo produttivo rappresenterebbe un danno difficilmente reversibile non solo per l’occupazione locale, ma anche per la filiera industriale italiana nel suo complesso.
Il prossimo appuntamento è fissato nella prima parte di giugno: sarà il momento chiave per verificare se la proprietà estera sarà in grado di presentare impegni formali e un piano industriale credibile, o se si renderà necessario valutare scenari alternativi per il futuro dello stabilimento.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.