Autismo e narrativa contemporanea, il progetto “Sull’isola che non c’era” protagonista al Salone del Libro di Torino

Il progetto “Sull’isola che non c’era” protagonista al Salone del Libro di Torino: ragazzi nello spettro autistico raccontano sé stessi oltre etichette e pietismo.

Sauro Pellerucci

Un progetto culturale che punta a cambiare il modo di raccontare l’autismo, dando finalmente voce diretta ai protagonisti. È questo il significato di “Sull’isola che non c’era”, l’esperienza editoriale presentata il 14 maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino e rilanciata anche dal portale ufficiale del Ministero della Cultura. L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso: permettere ai ragazzi nello spettro autistico di raccontarsi senza essere confinati in percorsi separati o in una narrazione pietistica. Un messaggio forte, ribadito durante l’incontro da Elisabetta Sgarbi, che ha spiegato come il progetto non voglia diventare una “collana-ghetto”, ma inserirsi pienamente nella narrativa contemporanea.

Il progetto presentato al Salone del Libro di Torino

Ad aprire l’incontro è stato Franco Antonello, fondatore de I Bambini delle Fate, realtà impegnata da oltre vent’anni accanto ai ragazzi autistici. Antonello ha ricordato quanto il tema dell’autismo fosse, in passato, accompagnato da paura e isolamento sociale. “Oggi qualcosa è cambiato: guardateci qui”, ha dichiarato, ringraziando Sauro Pellerucci dell’associazione Io Sono Una Persona Per Bene per aver ideato il progetto. Pellerucci ha sottolineato come “Sull’isola che non c’era” rappresenti uno spazio concreto di espressione culturale e inclusione, nato per valorizzare le opere di ragazzi nello spettro autistico e portarle all’attenzione del pubblico nazionale.

“La vera invalidità è l’etichetta”

Tra i momenti più intensi dell’incontro, le parole di Yuri Tuci e Lorenzo Clemente, autori di Caregiver Motherfucker, il primo libro nato all’interno del progetto e pubblicato da La Nave di Teseo. Elisabetta Sgarbi ha definito il volume “un sogno divenuto realtà”, spiegando che la casa editrice ha scelto di valutare i testi esclusivamente per il loro valore letterario, senza creare sezioni editoriali separate dedicate all’autismo. Un approccio che punta a normalizzare la presenza di autori nello spettro autistico nel panorama culturale italiano. Particolarmente significativa la riflessione di Clemente sul rischio delle definizioni: “Yuri non è solo un attore autistico. Può interpretare tanti ruoli, perché la sua definizione non finisce nell’autismo”. Parole che hanno trovato forza nell’intervento finale dello stesso Yuri Tuci: “La vera invalidità è l’etichetta”. Un messaggio accolto con grande partecipazione dal pubblico del Salone del Libro.

Il sostegno di istituzioni, aziende e mondo culturale

Il progetto ha raccolto il sostegno di importanti realtà nazionali. Tra gli sponsor figurano la Pinacoteca di Brera, BMW Italia e Banca Ifis, presenti all’incontro con rappresentanti che hanno evidenziato il valore sociale e culturale dell’iniziativa. BMW Italia, attraverso Roberto Livi, ha ricordato anche l’eredità umana lasciata da Alex Zanardi, sottolineando l’importanza di “guardare prima la persona della disabilità”. A chiudere l’incontro è stato ancora Sauro Pellerucci, che ha definito il progetto “un esempio illuminante” di inclusione reale e partecipazione culturale.

Il progetto in tv a “Domenica In”

Dopo il debutto al Salone Internazionale del Libro di Torino e l’attenzione ricevuta dal Ministero della Cultura, “Sull’isola che non c’era” approderà anche in televisione. Il progetto sarà infatti presentato nella prossima puntata di Domenica In, il programma condotto da Mara Venier, confermando la crescente attenzione nazionale verso un’iniziativa che punta a raccontare l’autismo attraverso la cultura, la scrittura e la dignità delle persone.

Redazione

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