La gestione degli asili nido comunali ternani è al centro di uno scontro. Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Alleanza Verdi Sinistra hanno presentato un comunicato congiunto per chiedere all’amministrazione comunale di rinunciare all’esternalizzazione dei nidi Peter Pan e Via Cadore e di adottare un vero piano pubblico integrato per la fascia 0-6 anni. La presa di posizione arriva dopo che il presidente della cooperativa sociale ACTL ha illustrato al Comune una proposta di coprogettazione per la gestione dei due plessi — lo stesso soggetto che nelle settimane precedenti aveva preso le distanze dall’ipotesi di assegnazione diretta.
Da più di un mese il Comune non ha ancora formalizzato la delibera con cui sindaco e giunta dovrebbero definire il futuro dei due nidi. Nel frattempo, in commissione consiliare, i gruppi di opposizione riferiscono di aver ascoltato dichiarazioni considerate «inaccettabili» da parte del sindaco riguardo alle educatrici e ai bambini stranieri, oltre a giustificazioni legate a presunti problemi tecnici per spiegare il ritardo dell’atto. Per M5S, PD e AVS la direzione è tuttavia chiara: «la volontà dell’amministrazione è procedere verso l’esternalizzazione e il soggetto gestore è già individuato».
I dati sulla copertura dei servizi educativi
I numeri fotografano una situazione critica. Delle 173 famiglie che hanno presentato domanda per accedere ai nidi comunali di Terni, solo 78 hanno trovato un posto disponibile. La copertura dei servizi educativi 0-2 anni si attesta al 16%, un dato nettamente inferiore alla media nazionale e lontanissimo dal 52% registrato a Perugia. In una città in cui ogni anno i nati sono circa un terzo dei decessi, l’opposizione definisce questi numeri «il cuore della crisi demografica e sociale» che attraversa il territorio.
Il nodo del personale educativo
Al centro del dibattito c’è la carenza di educatrici, che i tre gruppi consiliari non attribuiscono a fattori strutturali immodificabili, bensì a precise scelte politiche. I piani assunzionali degli ultimi tre anni non avrebbero incluso il personale necessario a sostituire chi è andato in pensione, mantenere operativi i plessi esistenti e supportare la riapertura di Peter Pan e l’avvio del nuovo nido aziendale. La critica è netta: creare un’emergenza attraverso anni di mancata programmazione e poi usarla come giustificazione per cedere la gestione ai privati è considerato dall’opposizione un percorso inaccettabile.
Sul versante finanziario, i gruppi di opposizione sottolineano che alcune delle strutture coinvolte sono state ristrutturate o riqualificate con fondi pubblici, tra cui risorse del PNRR e del Piano Periferie. Parallelamente, la Regione Umbria ha stanziato 6 milioni di euro per la creazione di 500 nuovi posti negli asili nido comunali umbri. Terni, secondo M5S, PD e AVS, starebbe rinunciando a rafforzare la gestione pubblica anziché cogliere questa opportunità.
Le tre forze politiche avanzano tre richieste precise: il Comune non deve procedere con l’esternalizzazione di Peter Pan e Via Cadore; il piano assunzionale va rivisto già nell’esercizio finanziario in corso, inserendo un numero adeguato di educatrici; va presentato un piano pubblico 0-6 che garantisca continuità educativa, qualità del servizio e unitarietà del progetto
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.
Possibile che anche i nidi comunali debbano essere esternalizzati (privatizzati) per darli all’ ACTL di Sandro Corsi?
Questa operazione va bloccata.