Terni si conferma la città italiana con la presenza più alta di tracce di eroina nelle acque reflue, secondo quanto certificato dalla Relazione annuale al Parlamento sulle dipendenze 2026, presentata nei giorni scorsi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Il dato emerge dal monitoraggio condotto nella primavera 2025 su 38 città italiane nell’ambito del progetto “Acque reflue 2023” e arriva a pochi giorni dalle tre morti per droga registrate in città, episodi che hanno riacceso il dibattito politico e sindacale sulla gestione del fenomeno dello spaccio sul territorio.
Il capoluogo umbro registra 0,98 dosi al giorno ogni 1.000 abitanti, il valore più elevato tra le città monitorate, seguito da Firenze con 0,8 dosi. Si tratta comunque di numeri in netta contrazione rispetto al passato: la relazione sottolinea come il consumo di eroina risulti in diminuzione in tutte le città prese in esame, restando ovunque sotto la soglia di una dose al giorno ogni 1.000 persone, mentre nel biennio 2020-2022 si arrivava fino a 8 dosi. A confermare la tendenza concorre anche il monitoraggio del metadone, che a Perugia è sceso da 1,8 a 0,9 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti e ad Ancona da 1,3 a 0,7, con flessioni fino al 50% rispetto al 2024.
Cos’è l’epidemiologia delle acque reflue
I dati alla base della relazione derivano dalla cosiddetta epidemiologia delle acque reflue, una metodologia che analizza i residui metabolici delle sostanze stupefacenti presenti nei reflui urbani convogliati verso gli impianti di depurazione. Questo approccio consente agli esperti di stimare il consumo complessivo di droghe nella popolazione servita dai depuratori monitorati e di individuare tempestivamente l’emergere di nuove sostanze psicoattive sul mercato.
La reazione del sindacato di polizia
Sul fronte sindacale interviene Claudio Nannini, segretario del Sap (Sindacato autonomo di polizia), che collega i decessi recenti a una carenza strutturale di organico negli uffici investigativi. Nannini parla di una situazione che “non può più essere affrontata con interventi episodici”, evidenziando come la Squadra Mobile di Terni operi da tempo in condizioni di sofferenza sul piano del personale. Per il sindacalista, il contrasto allo spaccio richiede tempo, professionalità e continuità investigativa, mentre misure come gli obblighi di dimora difficilmente incidono da sole su un fenomeno in espansione. Il Sap rinnova quindi la richiesta di un potenziamento degli organici, anche a tutela delle condizioni di lavoro degli agenti, gravati da ferie arretrate e turni intensi.
La posizione di Forza Italia Giovani
Anche Forza Italia Giovani Terni, commenta i dati della relazione, ribadendo il no del movimento a qualsiasi ipotesi di legalizzazione delle droghe. Nevi richiama l’attenzione sulla crescita parallela del consumo di sostanze sintetiche tra i più giovani e propone un approccio su due livelli: “il rafforzamento della prevenzione nelle scuole e dei servizi territoriali, a partire dai SerD e dalle strutture della Usl Umbria 2, con tempi di attesa più brevi per chi chiede aiuto e un coordinamento più stretto con le forze dell’ordine per il controllo del territorio”. Forza Italia cita inoltre iniziative come Good Vibes, il progetto promosso dall’ex presidente della Provincia Laura Pernazza insieme ad altri amministratori locali, come esempio di alternative positive per i giovani basate su sport, cultura e socialità.
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