Anche Futuro Nazionale contro l’ospedale a Sabbione: “Terni rischia nuova penalizzazione”

Daniela Cirillo Rubini del Comitato 942 chiede alla Regione di abbandonare il sito e aprire un tavolo tecnico pubblico per individuare un'area alternativa

Futuro Nazionale Terni,contesta la scelta della Regione Umbria di localizzare il nuovo ospedale di Terni nell’area di Sabbione. A intervenire è Daniela Cirillo Rubini, che chiede alla Giunta regionale guidata dalla presidente Stefania Proietti di rivedere l’ipotesi e di aprire un confronto pubblico per individuare un sito alternativo. Le principali criticità indicate riguardano impatto ambientale, caratteristiche idrogeologiche dell’area e programmazione sanitaria, anche in relazione alla distanza dal nuovo presidio previsto a Narni. La presa di posizione si inserisce nel dibattito sul futuro della principale struttura ospedaliera ternana e punta a bloccare quella che il Comitato considera una decisione non adeguatamente condivisa con il territorio.

Nel suo intervento, Cirillo Rubini richiama inizialmente alcune vicende giudiziarie che hanno interessato la sanità umbra nelle precedenti legislature, con particolare riferimento all’inchiesta del 2019 sui concorsi nella sanità regionale, conosciuta dalla stampa come “Concorsopoli”.

Nel corso delle passate legislature in Umbria si sono verificate importanti inchieste giudiziarie che hanno coinvolto esponenti politici e amministratori di primo piano, in particolare legati allo scandalo dei concorsi truccati nella sanità regionale scoppiato nell’aprile del 2019”, afferma Cirillo Rubini.

La rappresentante di Futuro Nazionale collega quelle vicende al tema della fiducia dei cittadini nelle istituzioni regionali e sostiene che oggi il territorio ternano rischi di subire una nuova penalizzazione sul fronte della programmazione sanitaria.

Oggi Terni rischia di subire una nuova penalizzazione. Come Futuro Nazionale Terni denunciamo la scelta di localizzare il nuovo ospedale di Terni in località Sabbione”, prosegue.

Il primo elemento contestato riguarda il profilo ambientale dell’area. Secondo Daniela Cirillo Sabbione si troverebbe in un territorio interessato da attività industriali e da emissioni che, a loro giudizio, renderebbero necessario un approfondimento particolarmente rigoroso prima di procedere alla costruzione di una struttura sanitaria destinata a rimanere operativa per decenni.

Cirillo Rubini indica poi una seconda criticità, relativa alle condizioni idrogeologiche del terreno, che viene descritto come alluvionale e caratterizzato dalla presenza di una falda a bassa profondità. Per Futuro Nazionale, questi elementi potrebbero rendere più complessi gli interventi di scavo e la realizzazione delle fondazioni, con possibili conseguenze anche sui costi dell’opera.

Il terzo punto riguarda invece la programmazione della rete ospedaliera. Il Comitato sottolinea la vicinanza tra l’area individuata per il nuovo ospedale di Terni e il futuro presidio di Narni, ritenendo che tale collocazione possa determinare una sovrapposizione territoriale non coerente con le necessità della città.

Nel documento vengono sintetizzate così le tre ragioni della contrarietà: “Impatto ambientale: l’area insiste in una zona da anni interessata dalle emissioni dell’inceneritore e dalle esalazioni della vicina fabbrica di mangimi; fragilità idrogeologica: si tratta di terreno alluvionale, con falda affiorante a pochi metri di profondità, che rende complessi e costosi gli scavi e le fondazioni; programmazione sanitaria: il sito disterebbe circa 5 km in linea d’aria dal nuovo presidio previsto a Narni, con una evidente sovrapposizione che non risponde ai bisogni del territorio ternano”.

Un ulteriore elemento di critica riguarda i riferimenti agli studi ambientali utilizzati nel dibattito politico sull’area. Cirillo Rubini contesta in particolare il richiamo a una delimitazione di ARPA risalente al 2006.

Non ci convince, inoltre, la spiegazione fornita in sede politica secondo cui il sito di Sabbione sarebbe al di fuori dell’area di ricaduta definita da ARPA nel 2006. Un dato del 2006 non può essere considerato garanzia sufficiente nel 2026 per un’opera strategica che deve durare i prossimi 50 anni”, afferma.

Da qui la richiesta rivolta alla Giunta regionale dell’Umbria di interrompere l’attuale percorso e riesaminare la localizzazione dell’opera prima che vengano adottate decisioni considerate difficilmente reversibili.

Riteniamo che prima di imbarcarsi in una scelta irreversibile e potenzialmente pericolosa per la salute dei cittadini, la Giunta regionale guidata dalla Presidente Stefania Proietti debba fermarsi, riascoltare il territorio e rivedere il progetto”, sostiene Cirillo Rubini.

La posizione politica assume poi toni più duri nel rapporto tra Terni e il resto dell’Umbria. Futuro Nazionale denuncia quella che considera una storica marginalizzazione del territorio ternano nella programmazione regionale e chiede maggiore attenzione per i servizi sanitari della città.

Terni non può continuare ad essere la Cenerentola della Regione, trattata come periferia di Perugia”, afferma Cirillo Rubini, chiedendo che il nuovo ospedale venga progettato tenendo conto non soltanto delle esigenze sanitarie, ma anche della qualità ambientale e della sicurezza complessiva del sito.

La richiesta finale di Daniela Cirillo è quindi netta: “Chiediamo quindi l’abbandono definitivo dell’ipotesi Sabbione e l’apertura immediata di un tavolo tecnico pubblico e trasparente per individuare un’area alternativa, sicura e condivisa”.

Redazione

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1 mese fa

Oh, ecco, mancava il commento geniale!

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