Svolta per Ast, firmato in Regione accordo su idroelettrico a gestione pubblico-privata: “Siamo i primi” (VIDEO)

Presentata presso la sede di via Saffi l'intesa che consentirà, alla scadenza della concessione, di costruire una società pubblico-privata per la gestione del comparto idroelettrico

Un firma storica, che può fare scuola sul fronte della gestione delle risorse idroelettriche. Presso la nuova sede di via Saffi, la Regione ha presentato il disegno di legge d preadottato dalla Giunta regionale che introduce integrazioni fondamentali alla disciplina delle grandi derivazioni idroelettriche in Umbria. Presenti la presidente di Regione Stefania Proietti, l’assessore allo sviluppo economico Francesco De Rebotti e quello all’ambiente Thomas De Luca. 

Il cuore del Ddl è l’introduzione dell’articolo 9-bis alla legge regionale 1/2023 sulla disciplina dell’assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche, che autorizza la Giunta regionale a costituire una società a capitale misto pubblico-privato per la gestione delle concessioni idroelettriche.

“Questa modifica alla legge vigente – ha spiegato De Luca – definisce le modalità della composizione delle società pubblico privato con però il pieno controllo pubblico della società. Questa governance sarà la migliore garanzia per la italianità della società. Potranno entrare soci energivori  perchè questo è parte del percorso di transizione ecologica a livello europeo, l’ingresso delle società Hard to abate permette di accelerare il progetto di decarbonizzazione.” E ovviamente abbassare i costi dell’energia, vero ostacolo al piano da 1,2 milioni di Ast.

Cosa prevede l’accordo e le ricadute

L’accordo di programma, firmato anche da Ast, guarda ovviamente al 2029, quando scadrà la concessione di utilizzo della centrale idroelettrica di Galleto attualmente in capo ad Enel e dovrebbe- nelle intenzioni della Regione, portare un introito di 50 milioni di euro l’anno oltre ad aprire la strada all’accordo di programma su Ast, del quale nei mesi scorsi era stata firmata la parte sul recupero delle scorie. Nel dettaglio,secondo le stime più prudenziali fatte dall’advisor Rse, garantisce un Valore Attuale Netto dei flussi regionali stimato in 683 milioni di euro su un orizzonte trentennale, quasi il doppio rispetto ad una gara tradizionale.

ll modello prevede una maggioranza pubblica in capo alla Regione Umbria (tra il 51% e il 70%), mentre la quota privata (tra il 30% e il 49%) sarà assegnata tramite una procedura di gara a evidenza pubblica per la selezione del socio operativo. La Regione può partecipare alla società conferendo il diritto d’uso delle cosiddette opere bagnate (dighe, canali di adduzione e condotte forzate) che rientreranno nella proprietà regionale alla scadenza delle concessioni.

Il disegno di legge prevede anche la possibilità di aprire all’acquisizione, tramite gara ad evidenza pubblica, di quote minoritarie della società a imprese appartenenti a settori industriali ad alta produzione di emissioni e ad alta intensità energetica, i settori cosiddetti hard to abate. L’obiettivo è quello di rendere l’idroelettrico una fonte capace di sostenere la transizione di siti strategici per la  regione e il Paese come il polo siderurgico ternano verso gli obiettivi di decarbonizzazione al 2050. “L’oro blu torna così agli umbri”, ha sottolineato De Luca. “Si tratta, a nostro avviso, di uno dei passaggi più importanti di questa legislatura”

Le altre dichiarazioni

Gli fa eco l’assessore De Rebotti: “Atiamo lavorando perché Ast possa assumere sempre più caratteristiche di sostenibilità ed efficienza. Questo modello sarà il nostro punto di riferimento, che condurrà all’aggiornamento dell’accordo di programma. Abbiamo svolto il lavoro necessario e messo a disposizione un modello costruito non soltanto in Umbria, ma attraverso un confronto articolato che ha coinvolto anche il livello europeo. Siamo molto soddisfatti e motivati perché era un impegno che ci eravamo presi”

La presidente Proietti, ricorda come regioni come Piemonte e Lombardia guardino con attenzione a questo modello di cui l’Umbria è capogila: “La Regione in questo modo ha dimostrato di essere un partner credibile.Questo accordo è l’esempio di come bisgona lavorare, che segna la credibilità dell’ente regione. Gepafin ha avuto un ruolo importante nell’analisi tecnicca, economica ed amministrativa. Abbiamo informato dell’accordo Arvedi Ast e tutti gli altri soggetti che potranno essere coinvolti. Puntiamo ad avere un acciaio green potenziando il ciclo produttivo”

Sul fronte Ast, trapela soddisfazione. Proietti ha spiegato come Caldonazzo, numero uno dell’azienda, “era convinto sin da subito di questo progetto”, cghe ora sarà sottoposto alle organizzazioni sindacali prima dei passaggi in consiglio regionale.

Redazione

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