Pd provinciale, Passione Democratica chiede rinvio dell’assemblea: “Stallo insormontabile, serve figura terza”

Dopo la parità al congresso, i "boriani" chiedono tempo alla segreteria per individuare un nome diverso, dopo che il loro candidato è diventato segretario regionale. Dall'altra parte Spinelli attendeva l'elezione

l Partito Democratico dell’Umbria ha raggiunto una tappa cruciale con la conclusione della fase congressuale, culminata con l’elezione di Damiano Bernardini a nuovo segretario regionale. Il sindaco di Baschi ha assunto la guida del partito a livello umbro, lasciando però vacante la segreteria provinciale per la quale era inizialmente candidato. A favorire il suo avanzamento è stato il passo indietro di Sandro Pasquali, che ha aperto la strada alla nuova configurazione dirigenziale.

Il processo congressuale si è dunque spostato sul piano provinciale, con la convocazione dell’assemblea del Partito Democratico di Terni nella giornata di giovedì 10 luglio. Tuttavia, l’incontro ha subito una battuta d’arresto a causa della mancata convergenza tra le due mozioni in campo. Passione Democratica, la corrente che fa capo al vicepresidente della Regione Tommaso Bori, che aveva originariamente in corsa proprio Bernardini, ha formalizzato in una lettera la richiesta di rinvio della seduta, motivando la decisione con la situazione di stallo emersa dall’esito congressuale. Dall’altra parte, il candidato di Casa Democratica è Pierluigi Spinelli, consigliere comunale a Terni.

“Il congresso provinciale del Partito Democratico di Terni si è concluso con un esito che non ci consente di eleggere un nuovo segretario”, si legge nella comunicazione inviata agli organismi di partito. Secondo quanto riportato, l’assemblea risulta attualmente composta da due blocchi perfettamente paritari (40-40), rendendo impossibile la designazione di un nome in grado di rappresentare una sintesi.

La posizione di Passione Democratica è netta: “Il Partito Democratico provinciale di Terni è in una crisi politica che non può essere ignorata né minimizzata”, si afferma nel testo. Viene denunciata una situazione di forte contrapposizione interna, che rischia di accentuare le divisioni proprio nel momento in cui sarebbe necessaria una ritrovata unità. L’appello è alla responsabilità e al superamento degli scontri: “Servirebbero coesione, ascolto e visione condivisa”.

Il contesto locale non aiuta. Terni e la sua provincia sono chiamate ad affrontare sfide politiche rilevanti, in un clima ancora segnato dalla sconfitta alle ultime amministrative, dove il centrosinistra non è riuscito ad accedere nemmeno al ballottaggio. La vittoria del sindaco Stefano Bandecchi, infatti, ha rappresentato un colpo duro per il Pd, che ora deve ripensare il proprio radicamento territoriale e costruire “un’alternativa credibile alla destra”.

Nella lettera, si chiede quindi non solo il rinvio del congresso provinciale, ma anche l’avvio di una nuova fase: “Una fase politica di ascolto e confronto”, che permetta di individuare una figura terza, autorevole e inclusiva, capace di ricostruire fiducia e coesione. Secondo i firmatari, si tratta di un passaggio indispensabile per dare al partito una guida riconosciuta e capace di rappresentare l’intero corpo militante.

L’invito è chiaro e diretto: “Ci rivolgiamo a voi – ai vertici del Partito Democratico e agli organismi di garanzia – affinché questa richiesta venga accolta e sostenuta”. L’obiettivo dichiarato è quello di rilanciare il Pd in un’area considerata strategica, puntando su uno spirito unitario, aperto e costruttivo, in grado di rispondere alle esigenze e alle attese dei cittadini.

Redazione

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