La crisi di giunta a Terni entra nel vivo con il delinearsi dei primi contorni del nuovo esecutivo. Il sindaco Stefano Bandecchi avrebbe accelerato i tempi rispetto ai dieci giorni inizialmente annunciati, mentre emergono i primi nomi per la composizione della nuova squadra di governo. Nella riunione di maggioranza di giovedì con il gruppo consiliare di Alternativa Popolare, il primo cittadino avrebbe sondato la disponibilità dei consiglieri ad aprire un dialogo con alcuni esponenti dell’opposizione.
Le ipotesi sul tavolo: conferme e nuovi ingressi
Secondo le indiscrezioni circolate venerdì sera, l’esecutivo comunale potrebbe essere composto da sei assessori, ridotto rispetto ai nove componenti della giunta dimissionaria. Una scelta che rappresenterebbe un cambio di strategia da parte dell’imprenditore livornese.
Tra le conferme, i nomi più accreditati sono quelli di Alessandra Salinetti, attuale assessore al Turismo, e Michela Bordoni, titolare della delega al Bilancio. Una possibile retromarcia del sindaco rispetto alle dichiarazioni ufficiali rese alla stampa prima e dopo l’incontro con la maggioranza.
Per il resto della squadra, l’orientamento sarebbe quello di pescare all’esterno del gruppo consiliare. Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza c’è quello di Massimiliano Marchetti, attuale consigliere di Alternativa Popolare, indicato come possibile assessore alla Cultura.
L’apertura all’opposizione: i nomi di Ferranti e Orsini
Durante la riunione di maggioranza, ai consiglieri sarebbe stato chiesto di esprimersi sulla possibilità di avviare un dialogo con esponenti dell’opposizione. In particolare, emergono i nomi di Francesco Maria Ferranti, consigliere sospeso di Forza Italia a Palazzo Spada e vicepresidente della Provincia di Terni, e di Valdimiro Orsini, anch’egli consigliere comunale.
Entrambi si troverebbero davanti a una scelta delicata, con motivazioni valide sia per accettare un eventuale coinvolgimento nell’esecutivo Bandecchi, sia per declinare l’offerta e mantenere la propria posizione nelle file dell’opposizione.
Le critiche del centrodestra
Mentre si delineano i contorni della nuova giunta, non si placano le critiche dall’opposizione. Dopo quelle di Verdecchia (Misto), Pd, Avs e Cinquestelle, ecco le critiche da destra. Forza Italia, Lega, UDC, Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Umbria Civica hanno diffuso una nota congiunta di dura contestazione al metodo di governo del sindaco.
“Del cambio in Giunta annunciato dal Sindaco siamo tutt’altro che sorpresi. Per noi non è materia di attese o di fiducia ‘a prescindere’, bensì è la conferma che un certo metodo di governo ha mostrato tutti i suoi limiti”, si legge nel comunicato dell’opposizione di centrodestra.
I partiti sottolineano come “quando la politica si poggia su dinamiche personalistiche, che eludono il confronto interno e il Consiglio viene trattato come un passaggio automatico, il risultato non può che essere questo: un’amministrazione che fatica a tradurre indirizzi e promesse in atti concreti”.
Un fallimento programmatico
Le forze di centrodestra insistono sul fatto che il problema non sia il rimpasto in sé, ma ciò che questo certificherebbe: “il fallimento di un’impostazione che non ha saputo dare seguito ai dettami programmatici trasformandoli in risultati misurabili per la città”.
Nel documento, l’opposizione richiama la necessità di un cambio di passo: “Terni non può permettersi di perdere altro tempo. La città ha bisogno di stabilità, di visione strategica e di una guida amministrativa capace di assumere decisioni chiare, motivate e orientate al risultato”.
I partiti chiedono “più trasparenza, più coinvolgimento, più rispetto del ruolo del Consiglio e delle forze politiche”, concludendo con un ultimatum: “Il tempo degli annunci è finito: ora servono risultati”.
Nelle prossime ore si attendono ulteriori sviluppi sulla composizione della nuova giunta comunale di Terni, con il sindaco Bandecchi chiamato a sciogliere le riserve sui nomi definitivi e sulla struttura dell’esecutivo.
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Sfiducia e torniamo alle urne, unica soluzione sensata che metterebbe fine a sti teatrini sperando che in ternani nella cabina elettorale non si facciano più abbindolare da paroloni, promesse e panini