Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Terni prende posizione contro la possibile soppressione del Tribunale di Terni, inserita in un documento che l’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) avrebbe consegnato al Governo nazionale nell’ambito di un piano di riduzione degli uffici giudiziari. La notizia, appresa da alcuni organi di stampa, ha spinto l’istituzione forense a intervenire con immediatezza, annunciando la propria disponibilità ad attivarsi «nelle competenti sedi» per scongiurare la chiusura.
La proposta ANM e la reazione dell’ordine
Il Consiglio, pur precisando di aver appreso l’ipotesi attraverso la stampa e non per vie ufficiali, ha ritenuto indispensabile una presa di posizione pubblica. Il documento esprime «profonda preoccupazione» per il contenuto della proposta, avvertendo che la sua attuazione determinerebbe conseguenze «estremamente gravi per l’intero sistema della giustizia umbra». L’organismo rappresentativo degli avvocati ternani «censura con forza simili proposte» e chiede alle istituzioni competenti di intervenire per bloccarle.
Accesso alla giustizia e durata dei procedimenti
Al centro delle preoccupazioni vi sono le ricadute dirette sui diritti dei cittadini. La chiusura del Tribunale di Terni comporterebbe, secondo il Consiglio, un «significativo arretramento nella tutela dei diritti», incidendo negativamente sull’accesso alla giustizia, sulla ragionevole durata dei procedimenti e sull’efficienza complessiva del servizio giudiziario. Si tratta, nell’analisi dell’Ordine, di effetti difficilmente reversibili nel lungo periodo, tali da alterare in modo strutturale l’equilibrio della giustizia nel territorio umbro.
Impatto sociale ed economico per Terni
Il Consiglio sottolinea anche le conseguenze sul piano sociale, economico e istituzionale per la comunità ternana. Il Tribunale viene definito un «presidio fondamentale di legalità», la cui eliminazione priverebbe il territorio di un riferimento istituzionale di primaria importanza. Una perdita che, nell’ottica dell’Ordine, si rifletterebbe sull’intero ecosistema professionale, imprenditoriale e civile che ruota attorno all’attività giudiziaria cittadina.
La mobilitazione annunciata
Il Consiglio non si limita alla protesta formale. L’istituzione dichiara espressamente di volersi attivare «nelle competenti sedi» qualora le iniziative dell’ANM venissero effettivamente portate avanti, nell’interesse di «tutti i Colleghi e della Cittadinanza». L’obiettivo è evitare che si «comprometta in modo irreversibile l’equilibrio e l’efficacia del sistema giudiziario locale». L’Ordine auspica inoltre che le istituzioni competenti adottino «tutte le attività necessarie» per scongiurare soluzioni considerate dannose per l’intera giustizia umbra.
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