Il Comune di Terni si trova nell’impossibilità di garantire il rilascio di circa 20.000 carte d’identità elettroniche entro il termine obbligatorio del 3 agosto 2026, fissato dalla normativa europea. Lo ha ammesso pubblicamente il sindaco Bandecchi rispondendo in aula, durante la seduta del consiglio comunale, all’interrogazione presentata dal consigliere del Gruppo Misto Guido Verdecchia. Con una capacità operativa dichiarata di sole 1.000 carte al mese, i tempi tecnici per smaltire l’arretrato superano i 20 mesi, portando la data di completamento stimata al dicembre 2027: un anno e mezzo oltre la scadenza.
I numeri che certificano il ritardo
“La matematica non è un’opinione”, ha dichiarato Verdecchia commentando la risposta ricevuta in aula, e i dati forniti dallo stesso sindaco non lasciano margini di interpretazione. “Basta un calcolo elementare per capire la gravità della situazione”, ha aggiunto il consigliere. “Al ritmo di mille documenti al mese, per coprire le ventimila richieste mancanti servirebbero 20 mesi di lavoro. Questo significa che, senza un potenziamento miracoloso, l’ultimo cittadino in fila riceverà il suo documento solo nel dicembre 2027.”
Di fronte a questa evidenza aritmetica, la risposta dell’amministrazione comunale si è limitata ad auspicare una proroga governativa che, tuttavia, per risultare risolutiva dovrebbe spostare la scadenza di quasi un anno e mezzo — una misura di portata eccezionale, la cui concessione rimane tutt’altro che scontata.
Cosa rischiano i cittadini senza documento
La posta in gioco supera la sfera burocratica. La carta d’identità elettronica (CIE) costituisce oggi il principale strumento di accesso ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione: dal fascicolo sanitario elettronico ai pagamenti tributari, fino all’esercizio di diritti civili online. I circa 17.000 ternani che potrebbero trovarsi privi di un documento aggiornato dopo il 3 agosto 2026 rischierebbero l’esclusione da una fascia crescente di servizi essenziali, senza che l’amministrazione locale abbia finora prospettato soluzioni concrete alternative alla proroga.
Lavoratori comunali tutelati dall’accusa
Nel corso dell’intervento in aula, Verdecchia ha nettamente separato le responsabilità politico-amministrative da quelle del personale dell’ufficio anagrafe. “Voglio essere chiaro: la colpa di questo fallimento non è dei dipendenti. Gli operatori dell’anagrafe sono in prima linea, pressati oltre ogni limite e costretti a gestire la frustrazione dei cittadini senza avere gli strumenti tecnici e numerici per farlo. È ingiusto e inaccettabile che il Sindaco tenti di scaricare le proprie colpe su chi lavora o, peggio, sui cittadini che non si sarebbero mossi in tempo. La verità è che l’Amministrazione ha ignorato per mesi i nostri allarmi.”
La proposta: task-force straordinaria
Per fronteggiare l’emergenza, il consigliere ha chiesto di valutare immediatamente l’istituzione di una task-force straordinaria dedicata allo smaltimento dell’arretrato, con l’obiettivo di moltiplicare la capacità produttiva mensile dell’ufficio prima che la scadenza europea renda la situazione irreversibile. “Non si governa una città sperando in un decreto dell’ultima ora del Governo Nazionale”, ha concluso Verdecchia, sottolineando come l’attesa passiva di un intervento esterno rappresenti di per sé una rinuncia alla gestione ordinaria del servizio.
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Questo purtroppo troppa burocrazia succede tutto questo.
Mettete più personale ….ci sono tanti disoccupati in giro
Questi se lavoravano a Roma se impiccavano
Ce n’eravamo accorti, non sanno nemmeno come si rilasciano per I residenti estero iscritti Aire (lo so per certo, ho amici sparsi per il mondo, in altri comuni sono riusciti, a Terni no), mentre per gli extracomunitari si
Basta aumentare i giorni di apertura al pubblico e fare fare lo straordinario retribuito al personale non c’è alternativa logica e praticabile oltre che riattivare le prenotazioni on line con Spid