Forti polemiche da parte del Pd di Piediluco dopo l’annuncio da parte del Comune di una concessione limitata per la gestione dei campi da tennis situati di fronte al Centro Remiero “Paolo D’Aloja”. Il bando prevede infatti una concessione fino al 31 ottobre, dunque per il solo periodo estivo, fronte di un canone mensile di 500 euro e della presentazione di un Piano Economico Finanziario) da parte dell’eventuale gestore entro la scadenza dei termini.
A carico del concessionario, inoltre, ricadrebbero la riattivazione delle utenze, la guardiania e tutte le manutenzioni necessarie, che risultano essere numerose considerato lo stato in cui versa l’impianto.
Il segretario reggente del circolo Sandro Piccinini, sottolinea come il bando non tenga conto “delle condizioni di forte degrado della struttura: questo rischia concretamente di scoraggiare qualsiasi partecipazione. La conseguenza potrebbe essere che, anche per questa stagione, l’impianto resti nell’abbandono e nella fatiscenza”.
Da qui le domande: “Perchè non è stato stretto un patto di collaborazione o soluzioni analoghe con coloro che avevano gestito la struttura fino allo scorso anno, per poi arrivare successivamente a un bando serio, coerente e capace di offrire una reale prospettiva di sviluppo, anche attraverso strumenti e modalità innovative?”. Resta quindi la preoccupazione per la possibile assenza di interessati.
“Questi campi – ricorda Piccinini – sono di fronte al centro nazionale di canottaggio, interessato da un intervento PNRR che presenta criticità sia nella progettazione sia nell’esecuzione dei lavori. A questo si aggiunge la riqualificazione della piscina, anch’essa oggetto di un bando predisposto in ritardo.Affrontando il tema con una visione complessiva dell’area, potrebbero invece aprirsi nuove e concrete opportunità di sviluppo per tutto il territorio”
A questo si aggiunge, conclude Piccinini, “la necessità urgente del taglio dell’erba nell’area del parco piscina”. Da qui la richiesta di ritiro del bando attuale e la predisposizione di un affidamento diretto temporaneo o in alternativa la gestione diretta del comune o di una sua partecipata: “Il rischio di degrado totale è fortissimo”, concludono i dem.
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