Trasporti umbri nel caos: sindacati all’attacco del ministro Salvini: “Isolamento voluto”

Filt Cgil, Uiltrasporti e Orsa Ferrovie denunciano il collasso dei collegamenti ferroviari tra Umbria e capitali: richiesta una legge speciale per i trasporti regionali. Sigle pronte allo sciopero: "Mobilità è un diritto"

ilt Cgil Umbria, Uiltrasporti Umbria e Orsa Ferrovie Umbria hanno lanciato un attacco frontale alla gestione della mobilità regionale, denunciando pubblicamente il collasso del sistema ferroviario umbro e le sue conseguenze quotidiane su studenti e lavoratori pendolari che si spostano da Perugia, Terni, Foligno e Orvieto verso Roma e Firenze. La nota congiunta firmata da Ciro Zeno, segretario generale della Filt Cgil Umbria, Giulia Valentini Albanelli, segretaria di Uiltrasporti Umbria, e Luca Taraddei, segretario di Orsa Ferrovie Umbria, individua nel Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato daMatteo Salvini, indicato come il principale responsabile di una crisi che, secondo i sindacalisti, non è più frutto di fatalità ma di una “precisa scelta politica”.

La presa di posizione arriva dopo l’iniziativa dell’associazione Io sono una persona per Bene a Terni, che verrà ripetuta anche ad Orte e Spoleto.

Una crisi strutturale che ha superato “il limite della decenza”

Secondo le tre organizzazioni sindacali, i disservizi ferroviari in Umbria non rappresentano episodi isolati ma il risultato di anni di politiche infrastrutturali fallimentari. Il documento parla esplicitamente di “totale fallimento delle politiche del Ministero” e accusa i vertici istituzionali di aver deliberatamente isolato la regione, penalizzandola in ragione di “logiche di potere” e di un orientamento politico nazionale che avrebbe sacrificato i diritti dei cittadini umbri.

I segretari Zeno, Valentini Albanelli e Taraddei non usano mezze misure: “L’Umbria è stata deliberatamente isolata, schiacciata da una logica di potere e da un’incompetenza ministeriale che ignora le necessità vitali di un’intera regione”. Il sospetto avanzato dai sindacati è che il territorio venga “penalizzato scientemente per logiche di orientamento politico nazionale”, una lettura politica della crisi che alza ulteriormente il livello dello scontro istituzionale.

Tensione sociale nelle stazioni: lavoratori nel mirino degli utenti esasperati

Un aspetto centrale della denuncia riguarda le condizioni di lavoro del personale ferroviario. Le organizzazioni sindacali segnalano che il collasso del sistema sta generando una “tensione sociale insostenibile all’interno delle stazioni e a bordo dei treni”, con episodi ricorrenti di attacchi verbali ai danni dei dipendenti di Trenitalia e RFI, in particolare del personale di bordo, del personale di terra e degli addetti all’assistenza clienti.

I sindacati esprimono “la più totale solidarietà” a queste figure professionali, definite i veri “frontman” del disastro: lavoratori che “non hanno alcuna responsabilità sulla mancanza di treni o sui binari unici” ma che si trovano ad assorbire quotidianamente “la legittima, ma mal indirizzata, esasperazione di un intero popolo di viaggiatori”. La conclusione è netta: “Pendolari e lavoratori sono vittime della stessa identica gestione fallimentare”.

Le richieste: legge speciale, fondi immediati e nuovi collegamenti

Di fronte a una situazione ritenuta non più tollerabile, Filt Cgil, Uiltrasporti e Orsa Ferrovie avanzano una serie di richieste concrete e urgenti al governo nazionale, rifiutando esplicitamente qualsiasi ulteriore “rimpallo di responsabilità tra Regione, Trenitalia e Ministero”.

In primo luogo, i sindacati chiedono l’approvazione di una legge speciale per i trasporti in Umbria, definita “un provvedimento normativo straordinario che riconosca l’isolamento infrastrutturale della regione e metta fine a decenni di penalizzazioni”. Parallelamente, viene richiesto lo “stanziamento immediato di fondi nazionali vincolati per il rilancio delle infrastrutture umbre”, con un’indicazione temporale esplicita: “Servono soldi subito, non progetti sulla carta per i prossimi decenni”.

Sul piano operativo, la richiesta riguarda l’istituzione immediata di nuovi collegamenti rapidi ed efficienti tra i principali centri umbri — Perugia, Terni, Foligno e Orvieto — e le città di Roma e Firenze, capaci di garantire tempi di percorrenza “dignitosi” per studenti e lavoratori e condizioni di sicurezza adeguate per chi viaggia e per chi lavora.

Il documento si chiude con un annuncio esplicito di escalation sindacale. “La pazienza è finita”, scrivono i tre segretari, aggiungendo che “da oggi la mobilitazione sindacale e sociale sarà totale”. L’ultimatum al Ministero è diretto: se non sarà in grado di garantire il diritto fondamentale alla mobilità, dovrà “trarre le dovute conseguenze e ammettere il proprio fallimento”.

Redazione

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3 mesi fa

isolamento voluto perché alla regione Umbria non spinge abbastanza

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