La Guardia Costiera di Civitavecchia ha effettuato una serie di controlli nell’entroterra ternano, riscontrando irregolarità nella vendita e nella conservazione dei prodotti ittici. Le verifiche, condotte nei primi giorni di novembre 2026, hanno interessato 13 esercizi commerciali, tra ristoranti etnici, trattorie italiane, pescherie e supermercati. Il bilancio comprende sette sanzioni amministrative per complessivi 22mila euro, il ritiro dal commercio di circa 80 chili di pesce e la chiusura immediata di un ristorante per gravi carenze igienico-sanitarie. L’operazione è stata finalizzata a verificare la tracciabilità degli alimenti, la correttezza delle etichette e il rispetto delle norme a tutela della salute dei consumatori.
Pesce scaduto in vendita al supermercato: multa da 10mila euro
Tra le violazioni più rilevanti accertate dagli ispettori della Capitaneria di Porto di Civitavecchia figura la presenza di prodotti ittici scaduti sugli scaffali di un supermercato.
Durante l’ispezione, i militari hanno individuato alimenti la cui data di scadenza risaliva al 16 ottobre, ma che risultavano ancora disponibili per la vendita. Per questa irregolarità è stata applicata una sanzione amministrativa di 10mila euro, la più elevata tra quelle contestate nel corso dell’operazione.
Le altre violazioni hanno riguardato principalmente la documentazione necessaria a ricostruire la provenienza dei prodotti e le informazioni riportate sulle etichette.
In diversi esercizi sono state riscontrate indicazioni incomplete o non corrette, oltre all’assenza di documenti indispensabili per verificare il percorso compiuto dal pesce prima di arrivare al consumatore.
La tracciabilità dei prodotti ittici costituisce un requisito fondamentale per la sicurezza alimentare. Permette infatti di individuare l’origine della merce, ricostruirne i passaggi commerciali e intervenire rapidamente qualora emergano problemi relativi alla qualità o alla sicurezza degli alimenti.
L’assenza di queste informazioni rende più difficile accertare la provenienza del prodotto e verificare il rispetto delle disposizioni previste lungo la filiera.
Ritirati dal commercio 80 chili di pesce e altri 50 chili di alimenti
Le ispezioni hanno portato al ritiro dal commercio di circa 80 chili di prodotti ittici risultati irregolari durante le verifiche.
A questi si aggiungono 50 chili di alimenti di diversa tipologia, eliminati a seguito degli accertamenti effettuati con il supporto dei veterinari del Servizio Igiene Alimenti di Origine Animale della Usl Umbria 2.
La collaborazione tra Guardia Costiera e personale sanitario ha consentito di approfondire gli aspetti relativi alle condizioni di conservazione degli alimenti e alla loro idoneità al consumo.
Le verifiche hanno interessato attività commerciali differenti, dalla grande distribuzione alla ristorazione, passando per i punti vendita specializzati nel commercio del pesce.
Il controllo dei prodotti ittici non riguarda infatti soltanto la provenienza della merce, ma anche le modalità con cui viene conservata, esposta e successivamente somministrata.
Il rispetto delle condizioni igieniche e delle procedure di conservazione è particolarmente importante per gli alimenti deperibili, che possono deteriorarsi rapidamente quando non vengono gestiti secondo le prescrizioni previste.
Ristorante etnico chiuso per gravi carenze igienico-sanitarie
La situazione più critica è stata riscontrata all’interno di un ristorante etnico del Ternano, dove gli ispettori hanno rilevato condizioni igienico-sanitarie particolarmente compromesse.
Le irregolarità riguardavano sia le cucine sia gli ambienti destinati alla conservazione degli alimenti. Le condizioni dei locali hanno richiesto l’intervento del personale sanitario, chiamato dagli stessi militari della Guardia Costiera per effettuare ulteriori accertamenti.
A seguito delle verifiche, è stata disposta la chiusura immediata del ristorante, una misura adottata per tutelare la salute dei clienti ed evitare la somministrazione di alimenti in ambienti non conformi ai requisiti igienici.
Il provvedimento rappresenta l’intervento più incisivo dell’intera operazione, che negli altri esercizi ha portato prevalentemente a sanzioni amministrative e al ritiro dei prodotti irregolari.
Non sono stati resi noti il nome del ristorante interessato né la sua esatta ubicazione.
Controlli sulla filiera del pesce anche lontano dalla costa
L’attività svolta nel territorio ternano rientra nelle competenze della Guardia Costiera in materia di vigilanza sulla filiera ittica, che non si limitano ai porti, ai mercati del pesce e ai luoghi di sbarco.
Le verifiche possono infatti estendersi alle successive fasi di distribuzione, commercializzazione e somministrazione, comprese le attività situate nelle aree interne.
Il controllo della filiera permette di accertare che i prodotti immessi sul mercato siano accompagnati dalla documentazione prevista e che le informazioni fornite agli acquirenti siano corrette.
Un aspetto rilevante riguarda anche la tutela degli operatori che rispettano gli obblighi di legge. La vendita di prodotti non conformi o privi delle necessarie indicazioni può infatti determinare condizioni di concorrenza irregolare rispetto alle attività che sostengono i costi legati alla sicurezza e alla tracciabilità.
Nel caso delle ispezioni effettuate nel Ternano, le contestazioni hanno interessato tanto gli obblighi documentali quanto le condizioni materiali di conservazione degli alimenti.
Il bilancio dei 13 esercizi controllati, con sette sanzioni per 22mila euro, circa 130 chili complessivi di alimenti ritirati o eliminati e un ristorante chiuso, evidenzia la varietà delle irregolarità individuate.
L’intervento congiunto della Capitaneria di Porto di Civitavecchia e dei veterinari della Usl Umbria 2 ha consentito di verificare anche gli aspetti sanitari delle attività ispezionate, estendendo la vigilanza sulla sicurezza alimentare fino ai luoghi in cui il pesce viene acquistato e consumato.
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