Furti di rame sulla Fcu Terni-Ponte San Giovanni, tranciati 2000 metri di cavi

Nuovo assalto alla Ferrovia centrale umbra sulla tratta Terni-Ponte San Giovanni. È il 24esimo episodio del 2026. Melasecche denuncia danni milionari e ritardi nella riapertura, mentre la Fit Cisl chiede più sicurezza lungo la linea.

Un nuovo tentativo di furto di rame sulla Ferrovia centrale umbra (Fcu) rischia di aggravare i danni alla rete elettrica e di allungare ulteriormente i tempi di riapertura della linea. Nella notte tra giovedì 5 e venerdì 6 novembre, all’altezza di Fratta Todina, lungo la tratta Terni-Ponte San Giovanni, ignoti hanno tranciato quasi 2mila metri di cavi elettrici, senza riuscire a portarli via. Il materiale è stato abbandonato accatastato lungo i binari, probabilmente dopo che i responsabili si sono accorti di essere stati notati. Secondo quanto riferito dal consigliere regionale della Lega Enrico Melasecche, si tratta del 24esimo episodio registrato dall’inizio del 2026, una successione di danneggiamenti che sta compromettendo il ripristino dell’infrastruttura ferroviaria.

Furto di rame a Fratta Todina, cavi abbandonati lungo la ferrovia

L’ultimo episodio si è verificato in un tratto della Fcu già interessato da precedenti incursioni. I responsabili hanno tagliato una quantità considerevole di cavi della rete elettrica, predisponendo il materiale per il successivo trasporto.

Il furto, tuttavia, non è stato portato a termine. I quasi 2mila metri di cavi tranciati sono rimasti lungo la linea, dove erano stati raccolti e accatastati.

Non è ancora chiaro cosa abbia spinto i malviventi ad allontanarsi prima di completare l’operazione. Una delle ipotesi è che abbiano temuto di essere stati individuati, decidendo quindi di abbandonare il materiale.

Il mancato asporto dei cavi non elimina però le conseguenze del danneggiamento. La rete elettrica ferroviaria necessita infatti di interventi di ripristino anche quando il rame viene recuperato sul posto, poiché il taglio dei conduttori compromette la continuità dell’impianto.

L’episodio si aggiunge a una serie di incursioni che hanno interessato la Ferrovia centrale umbra nel corso dell’anno, con ripercussioni sui costi e sulla programmazione dei lavori necessari alla riattivazione del servizio.

Ventiquattro episodi nel 2026, cresce l’allarme sulla Fcu

Secondo il bilancio riportato da Enrico Melasecche, capogruppo della Lega nell’Assemblea legislativa dell’Umbria, quello avvenuto a Fratta Todina è il 24esimo episodio di furto o tentato furto di rame dall’inizio del 2026.

Un numero che evidenzia la frequenza delle incursioni ai danni della linea ferroviaria, particolarmente esposta nei tratti meno sorvegliati.

La sottrazione di rame dalle infrastrutture ferroviarie costituisce un problema non soltanto per il valore economico del materiale, ma soprattutto per i danni provocati agli impianti.

Nel caso della Fcu, i ripetuti tagli dei cavi incidono direttamente sulla possibilità di completare i lavori di ripristino della rete elettrica.

Ogni nuovo intervento di riparazione richiede infatti verifiche tecniche, disponibilità di materiali e attività operative che possono interferire con la programmazione già definita.

La situazione appare particolarmente delicata per la tratta Terni-Ponte San Giovanni, dove i danneggiamenti si inseriscono in un percorso di riapertura già condizionato dalla necessità di completare gli interventi infrastrutturali.

Melasecche: «Servono interventi urgenti per proteggere la linea»

Il consigliere regionale della Lega ha chiesto un rafforzamento immediato delle misure di protezione della Ferrovia centrale umbra, richiamando l’attenzione sui costi che i continui danneggiamenti comportano per le risorse pubbliche.

“Bisogna attivarsi con la massima urgenza per proteggere la linea. Occorre sradicare un fenomeno che costa cifre assurde alle casse pubbliche e rinvia sine die i tempi di riapertura della Fcu perché, al di là di chi si farà carico del costo elevatissimo, reperire 6 milioni, la cifra presumibilmente necessaria ed effettuare la relativa gara, ricominciando a ricostruire decine di chilometri di linea, comporta ulteriori mesi di lavoro”.

La stima indicata da Melasecche è di circa 6 milioni di euro, una cifra ritenuta presumibilmente necessaria per affrontare i danni accumulati e procedere agli interventi di ricostruzione della rete.

Si tratta di una valutazione del consigliere regionale, non di un importo definitivo già quantificato attraverso una procedura di affidamento.

Oltre al reperimento delle risorse economiche, Melasecche richiama i tempi amministrativi e tecnici necessari per l’eventuale gara e per l’esecuzione dei lavori.

Il rischio evidenziato è che i continui furti rendano necessario intervenire nuovamente su tratti già oggetto di ripristino, spostando in avanti la possibilità di riaprire la ferrovia.

Fs Security da dicembre, la Fit Cisl chiede più personale nel 2027

La necessità di rafforzare la sorveglianza è condivisa anche dalla Fit Cisl, che parlando al Corriere dell’Umbria considera il contrasto ai furti di rame una priorità per la tutela dell’infrastruttura.

Il segretario generale Fabio Ciancabilla ha confermato l’avvio di un primo intervento di sicurezza, sottolineando però la necessità di ulteriori risorse.

“La nostra posizione è nota – spiega il sindacalista – A dicembre partirà il nucleo di Fs Security, ma è solamente un primo passo. Dal 2027 chiediamo un’integrazione con ulteriori risorse di persone e mezzi”.

L’attivazione del nucleo di Fs Security prevista per dicembre rappresenta quindi una prima risposta alla successione di episodi che hanno interessato la rete.

Per il sindacato, tuttavia, la sola presenza del nuovo dispositivo non sarà sufficiente senza un successivo potenziamento delle attività di controllo.

La richiesta riguarda in particolare l’incremento del personale e dei mezzi disponibili a partire dal 2027, con l’obiettivo di garantire una maggiore capacità di prevenzione e intervento lungo i tratti ferroviari più esposti.

A Fratta Todina già arrestati due uomini con 450 chili di rame

L’area di Fratta Todina era stata interessata da un altro episodio soltanto poche settimane prima dell’ultimo tentativo di furto.

In quella circostanza, due uomini erano stati arrestati dopo essere stati trovati in possesso di 450 chili di cavi in rame, appena tranciati dalla linea della Ferrovia centrale umbra.

Il precedente conferma come lo stesso tratto ferroviario sia stato ripetutamente preso di mira, nonostante gli interventi delle forze dell’ordine.

La quantità di materiale rinvenuta durante quell’operazione e i quasi 2mila metri di cavi tagliati nell’ultimo episodio mostrano la dimensione dei danneggiamenti che possono essere provocati da singole incursioni.

Il problema non riguarda soltanto la sottrazione del metallo, ma anche la necessità di ripristinare impianti che richiedono specifiche caratteristiche tecniche per garantire il corretto funzionamento della rete ferroviaria.

La ripetizione degli episodi rende inoltre più complessa la pianificazione degli interventi, perché nuovi danneggiamenti possono aggiungersi a quelli già rilevati prima che siano state completate le riparazioni.

Per la Ferrovia centrale umbra, il contrasto ai furti di rame diventa così un elemento direttamente collegato ai tempi di riapertura della tratta Terni-Ponte San Giovanni. Il primo rafforzamento della sorveglianza è atteso a dicembre con Fs Security, mentre resta aperta la questione delle risorse necessarie per riparare i danni accumulati e proteggere stabilmente la linea.

Redazione

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